10/01/2007, 00.00
INDONESIA
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Crescita record del traffico aereo in Indonesia

Con 235 milioni di persone sparse su un arcipelago di oltre 5mila km, il Paese ha un traffico passeggeri maggiore dell’India. Ma le compagnie aeree debbono confrontarsi con molta concorrenza e costi crescenti. Il problema della sicurezza e dei finanziamenti esteri.

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – Cresce rapido il traffico aereo passeggeri in Indonesia, Paese con 235 milioni di abitanti su oltre 11mila isole abitate in un arcipelago di più di 5mila km. Ma aumenta anche il problema della sicurezza: il disastro aereo del 1° gennaio non è l’unico né il più grave della recente storia aerea del Paese.

 

Circa 30 compagnie nazionali si contendono 34 milioni di passeggeri annui che usano circa 450 aeroporti di ogni tipo. I passeggeri erano 6,4 milioni nel 1999 e il Direttorato generale per le comunicazioni aeree ne prevede 54 milioni per il 2010. L’India, che ha 4 volte più abitanti, ha un traffico annuo di circa 27 milioni di persone. La crescita dei commerci e dei redditi potrà solo accrescere la necessità di rapidi spostamenti.

 

Ma operatori del settore osservano che l’intensa competizione ha portato molte compagnie a vendere i posti sotto costo per togliere spazio ai rivali. Lim Liang Song, dirigente della Indigo Partners che investe nel settore, dice all’agenzia AsiaTimes che “molte linee aeree offrono tariffe non sostenibili, specie per gli elevati costi del carburante”.

Il problema esiste da anni e si è solo aggravato: all’inizio del 2004 Kelly Humardani, presidente della Bali Air, osservava che il costo dei voli domestici era allora anche di 5 centesimi di dollaro Usa per km., ma che “per sopravvivere occorre tenere il prezzo sotto i 3 centesimi per km”.

 

Esperti dicono che la metà degli stimati 262 aerei di linea in servizio hanno almeno 20 anni, per cui richiedono più manutenzione e usano un 25% di carburante in più dei modelli nuovi. Al punto che le autorità pubbliche di controllo hanno proibito l’importazione di altri aerei vecchi più di 20 anni.

Il Boeing 737 disperso dal 1° gennaio con 102 persone a bordo aveva volato per 45.371 ore in 17 anni di servizio. Ma non è l’unica né la peggiore tragedia degli ultimi anni.

Nel settembre 2005 sono morte 147 persone per la caduta presso Medan (Sumatra) di un Boeing 737 che aveva volato per oltre 50mila ore in 24 anni. Nel novembre 2004 ci sono stati “solo” 25 morti tra i 141 passeggeri di un Boeing MD-82 che si è schiantato presso Solo (Java centrale): aveva compiuto 43.940 viaggi per 56.674 ore. Nel 2005 ci sono stati 14 incidenti aerei e oltre 20 nel 2004.

 

La necessità di contenere i costi causa una continua “fuga di competenze”: piloti e ingegneri spesso lasciano le compagnie aeree indonesiane, specie le minori, allettati dalle migliori condizioni lavorative offerte da India e Medio Oriente, Paesi dove pure il traffico aereo è in rapida espansione.

Il traffico passeggeri si concentra nei maggiori aeroporti, causando frequenti ritardi nei voli. L’aeroporto Cengkareng di Jakarta è stimato operare al 50% sopra le capacità. Questa congestione costringe molti aerei a volare non più di 6-7 ore al giorno, rispetto alle 10 ore di volo reputate necessarie per rendere vantaggiosi questi voli interni a basso costo. Sul carburante aereo, poi, c’è ancora un monopolio statale che pratica prezzi maggiori che in altri Paesi.

 

Per questo insieme di ragioni, molti finanziatori esteri considerano rischioso investire nelle compagnie aeree locali e chiedono alti interessi. Derek Sadubin, analista del Centro per l’aviazione dell’Asia-Pacifico, osserva che “l’accesso al capitale sarà un problema sempre più grave per le compagnie aeree private”. In India, per esempio, i finanziatori esteri sono fondamentali per la privatizzazione e la modernizzazione degli aeroporti di Mumbai e New Delhi; ma vedono minori opportunità di profitto in Indonesia. (PB)

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