05/11/2009, 00.00
ISRAELE - PALESTINA
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Crimini di guerra di Israele ed Hamas davanti all’Assemblea Onu

Grande appoggio a una risoluzione dei Paesi arabi e Non allineati. Si domandano inchieste indipendenti entro tre mesi sui crimini commessi durante l’operazione “Piombo fuso” e la discussione del rapporto davanti al Consiglio di Sicurezza. Il voto entro oggi.

New York (AsiaNews/Agenzie) – Decine di Paesi hanno dato il loro sostegno a una risoluzione che esige delle inchieste da parte di Israele e Hamas sui crimini di guerra commessi dalle due parti durante la guerra di Gaza nell’inverno scorso.

Da ieri all’Assemblea generale Onu si discute sul rapporto preparato dal giudice  Richard Goldstone. Il rapporto condanna Israele e i militanti palestinesi per crimini di guerra e forse per crimini contro l’umanità, per aver usato civili come scudo e usato violenza ingiustificata. Nella guerra di fine dicembre – gennaio 2009, definita da Israele “Operazione Piombo fuso”, sono morti circa 1400 palestinesi, in maggioranza civili, e 13 israeliani, in maggioranza militari.

Il rapporto Goldstone è stato già presentato a Ginevra, alla Commissione Onu per i diritti umani, dove si è votato per la sua presentazione all’Assemblea generale al Palazzo di Vetro.

Da qui potrebbe passare al Consiglio di Sicurezza.

Il rapporto è molto apprezzato per il suo equilibrio dalla maggioranza dei Paesi. Ma Israele e gli Stati Uniti lo accusano di essere parziale e troppo duro verso Israele.

La risoluzione è stata preparata da alcuni Paesi arabi insieme ad altri del gruppo dei Non allineati.

Essa richiede a Israele e alle autorità palestinesi di avviare un’inchiesta sui crimini entro tre mesi e domanda al segretario Onu di portare il rapporto davanti al Consiglio di Sicurezza.

È probabile che la maggior parte dei 192 membri dell’assemblea sostenga la mozione, che dovrebbe essere votata oggi. Ma i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza – Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina – stanno facendo di tutto perché il rapporto non giunga fino a loro.

Le risoluzioni dell’assemblea non sono vincolanti; quelle del Consiglio di Sicurezza sono vincolanti.

Gabriela Shalev, ambasciatrice di Israele all’Onu ha ribadito la posizione del suo governo, secondo cui il dibattito sul rapporto “danneggia ogni sforzo per ridare forza ai negoziati [di pace] nella regione”.

Due giorni fa, la Camera Usa dei rappresentanti ha votato una risoluzione che domanda al presidente Obama e al segretario di Stato Clinton di opporsi con tutte le forze al rapporto Goldstone.

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