12/02/2020, 10.27
INDIA
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Cristiani di Delhi: la vittoria di Arvind Kejriwal, uno ‘scacco’ all’odio di Modi

Il partito anticorruzione ha ottenuto 62 seggi su 70. I nazionalisti guadagnano otto deputati; zero il Congress, che continua nel suo declino politico. La popolazione premia le politiche sociali degli ultimi anni, che hanno aumentato l’accesso a scuole e sanità. Cristiano: “Il Chief minister ci includa nel governo”.

New Delhi (AsiaNews) – La vittoria di Arvind Kejriwal al governo di Delhi è uno “scacco” alle politiche dell’odio del premier Narendra Modi. Lo affermano ad AsiaNews i leader cristiani della capitale dell’Unione, commentando i risultati elettorali – diffusi oggi – del voto che si è tenuto l’8 febbraio. Con 62 deputati su un totale di 70, il partito anticorruzione Aam Aadmi Party (Aap, partito dell’uomo comune) ha stravinto la tornata e il suo leader Kejriwal diviene Chief minister di Delhi per la terza volta. I restanti otto deputati sono del Bjp (Bharatiya Janata Party, nazionalisti indù); il Congress, che sperava in un risultato migliore rispetto alle recenti tornate in cui si è rivelato una forza politica insignificante, si ferma a quota zero.

Secondo Michael Williams, presidente di United Christian Forum, “la vittoria dell’Aap con una schiacciante maggioranza, dimostra in modo chiaro che le politiche della polarizzazione e dell’odio non hanno seguito nella capitale nazionale. Le persone hanno bisogno di posti di lavoro, l’economia di rinascere, le donne di sicurezza e le minoranze di essere rassicurate. In tutti questi settori il governo centrale ha fallito miseramente. Spero che dopo questo sonoro risultato i governanti dell’India possano allineare la propria ideologia con i bisogni e le preoccupazioni di tutti i cittadini”.

Il voto a Delhi si è svolto in un clima di accese proteste contro la nuova legge sulla cittadinanza che penalizza i migranti musulmani. La campagna del Bjp è stata guidata dal ministro dell’Interno Amit Shah, ex presidente nazionale del partito, che ha insistito sulla questione della cittadinanza e additato i manifestanti come traditori della patria. I cavalli di battaglia dell’Aap sono stati invece: lotta alla corruzione, politiche sociali rivolte ai più poveri, acqua e luce gratuiti, scuole e sanità accessibili a tutti, viaggi metro gratuiti per donne e studenti.

Per gli analisti, la vittoria di Kejriwal è il premio per la buona politica basata su sussidi sociali, libero accesso ai beni di prima necessità e sviluppo dell’educazione. Egli è considerato l’unico credibile rivale del premier Modi, il “volto” della politica elegante, non urlata e non sensazionalista. Oggi i commentatori premiano la sua scelta di non personalizzare la battaglia elettorale, come ha fatto invece il Bjp, in una capitale già stremata da due mesi di agitazioni, che in tutto il Paese hanno provocato 25 vittime. Secondo Ashutosh, scrittore di Delhi, “la politica dell’odio è stata temporaneamente sconfitta a Delhi. Questo manda un messaggio positivo in tutto il Paese”.

Kejriwal, 51 anni, è un attivista sociale ed ex funzionario dell’amministrazione fiscale. Nel 2012 ha lanciato il movimento anticorruzione come forza politica e l’anno seguente è stato designato capo del governo locale. Rimasto in carica per soli 49 giorni, si è dimesso per protesta contro la mancata approvazione di una legge contro la corruzione. In seguito, dopo essersi scusato per la mossa così “avventata”, è sceso di nuovo in campo e ha sbaragliato le opposizioni nella tornata del febbraio 2015. In quell’occasione, ha vinto 67 seggi.

AC Michael, ex membro della Delhi Minorities Commission, dichiara: “Con orgoglio mi congratulo con Arvind per il suo straordinario successo contro tutti i tentativi di creare un’atmosfera malsana da parte del partito di governo. È risaputo che la popolazione di Delhi ha apprezzato il suo lavoro durante gli ultimi cinque anni e per questo gli ha dato un ulteriore mandato a migliorare la città”. Al tempo stesso, nota, “nel precedente governo i cristiani non avevano rappresentanza, neppure nelle commissioni consultive. Spero che questa volta egli consideri la possibilità di includerci”. Egli ricorda inoltre che nel 2012 l’allora Chief minister Sheila Dikshit raccomandò la costruzione di un “Centro espositivo sulla vita di Gesù Cristo. Il progetto architettonico è già stato presentato, con l’approvazione di un gruppo di vescovi guidati dall’ex arcivescovo Vincent M Concessao. Speriamo che il progetto venga rivalutato”. (A.C.F.)

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