08/08/2007, 00.00
ITALIA - GIAPPONE
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Dal Giappone all’Italia, scoprire all’improvviso la “Bellezza” della fede

AsiaNews ha raccolto le storie di tre giapponesi che si stanno preparando a ricevere il Battesimo in Italia: pur conoscendo da anni la Chiesa e apprezzando la “delicata” testimonianza dei cattolici in Giappone, tutti hanno deciso di fare il “salto della fede” in modo inatteso; solo un incontro inaspettato, una testimonianza sincera hanno fatto capire loro che la “Parola di Dio non è un manuale ma è Dono, Grazia, Vita, Libertà”.
Milano (AsiaNews) – Vengono da percorsi diversi, ma sono tutti professionisti, uomini e donne istruiti, cresciuti tra cattolici, di cui hanno apprezzato la testimonianza umana e religiosa, senza mai avvertire, però, il bisogno di convertirsi. Fino a quando un incontro, un evento inaspettato non li ha spinti a fare il “salto della fede”. È successo ad alcuni giovani giapponesi, che ora vivono a Milano, e che hanno affidato le loro storie alla religiosa che in Italia ne ha seguito il catecumenato, suor Maria Viganò, delle Suore di Maria Bambina. Tutti e tre i fedeli hanno ricevuto il Battesimo lo scorso 27 maggio, festa di Pentecoste.
 
La Parola di Dio non è più un “manuale”, ma Vita
Hiroko Yamamoto è una donna impiegata alle “Ferrovie Nord”. Da ragazza, ancora in Giappone, si accosta alla “Parola di Dio in ambiente protestante”. “In quel periodo - racconta - non ho mai desiderato approfondire veramente la Parola di Dio, essa era per me solo un ‘manuale’ da studiare che non aveva nessuna attinenza con la vita, quella andava vissuta usando la saggezza puramente umana”. Poi, lavorando in Italia, ha conosciuto una collega, “una donna di grande fede, che ha saputo vivere e affrontare la sua malattia con serenità e una forza straordinaria. La sua testimonianza mi ha portato a riflettere sul senso della vita e della morte, sul fatto che la fede è un dono grandissimo e che può illuminare e sostenere ogni momento dell’esistenza”. Questo incontro l’ha spinta a “desiderare fortemente di diventare cristiana”. Dopo le prime difficoltà a trovare una guida spirituale incontra la comunità giapponese e suor Michela, “con la quale mi sto preparando per ricevere i sacramenti”. Così per Hiroko ora la “Parola di Dio non è più un ‘manuale’ ma è Dono, Grazia, Vita, Libertà. Ho capito che la fede è un dono che cresce e si alimenta nella comunità e che in essa la mia vita ha un senso”.
 
Scoprire la fede a Gerusalemme, davanti alla Madonna
Niki Takehiko di Obihiro, isola di Hokkaido, ha 36 anni ed è fotografo di moda a Milano. Fin dall’infanzia ha studiato in “prestigiosi” istituti cattolici, prima presso i Lassalliani, poi all’Università dai Gesuiti. “In Giappone - racconta -ci sono numerose scuole cristiane e molto apprezzate: il servizio educativo è ad alto livello e l’atmosfera è permeata di cultura europea”. Nella scuola materna che frequentava Niki “c’era molta libertà, anche se ci facevano pregare prima dei pasti e se ci facevano ascoltare di frequente la storia di Gesù”. All’età di 5 anni ricorda di aver preso forse la prima decisione della sua vita: dissi ai miei genitori che volevo partecipare alla Messa e al catechismo; subito dopo ci trasferimmo, ma Maria e Gesù ormai erano dentro la mia vita”. Sebbene fino alla fine dell’università, Niki, viva in ambiente cristiano, non sente mai il desiderio di convertirsi. Inizia a fare il fotografo e a viaggiare e durante uno di questi viaggi fa “la scoperta più importante” della sua  vita. Racconta: “Un giorno, a Gerusalemme, entrai nella Chiesa del Santo Sepolcro, arrivai davanti a una statua della Madonna e mi sedetti su una panca di fronte. Rimasi a lungo in contemplazione della Madonna e a un certo punto mi accorsi che stavo piangendo, mentre sentivo riempirmi di una grande forza, come di un amore senza limiti, di cui non avevo mai conosciuto l’esistenza, ma che capivo in quel momento quanto fosse stato sempre dentro di me”. In seguito, nel 2004, percorrendo il Cammino di Santiago Niki decise di chiedere di ricevere il Battesimo e diventare cristiano”. Lui stesso, pieno di gioia, ammette “continuo a praticare lo yoga e la meditazione di stile orientale, sono le mie origini, ma per il cuore io sento che è il Cristianesimo la mia vera casa”.
 
Trovare in Gesù la “Bellezza” che cercavo
Iino Mayumi è sposata e si stupisce lei stessa del suo approdo al cristianesimo. “Ho studiato pittura presso l’Accademia d’Arte in Giappone spinta da un grande desiderio di bellezza - racconta la donna - un tale sentimento, forse, non si può applicare alla via della fede, tuttavia penso non si possa neppure negare che l’anelito alla bellezza sia un primo passo”. Arrivata a Milano, Iino inizia a frequentare la messa domenicale con il marito: “Avevo sempre guardato alla Chiesa come a una realtà troppo lontana, mentre a poco a poco mi rendevo conto di un qualcosa che già esisteva intorno a me, dentro cui sentirmi avvolta”. 
Iino gradualmente prende coscienza che “per costruire una famiglia, dove il nostro legame di sposi sia veramente forte, non basta il sentimento, ma che è necessaria quella vicinanza a Gesù Cristo, quell’innesto in Lui, che sono dati dal Sacramento”. Dopo un mese circa dal suo matrimonio, nell’autunno del 2005, la coppia di sposi comincia a frequentare gli incontri di catechesi tenuti da suor Maria Viganò. “Nella Sacra Scrittura che leggiamo, ritornano spesso davanti agli occhi le parole di Gesù ‘venite a me’. Ora ho capito che quel messaggio è diretto da Dio proprio a me e non ad un uditorio generico, come pensavo”.
L’estate scorsa Iino è tornata in Giappone con il marito: “Ho avuto modo di avere contatti con molti cristiani giapponesi che non conoscevo prima di venire in Italia. Da questi incontri ho recepito fortemente il senso della comunità. In passato, entrando in una Chiesa, provavo una certa soggezione. In questo viaggio di ritorno in Giappone, in qualsiasi posto ci capitasse di trovare una chiesa cattolica, non posso esprimere quale senso di sicurezza me ne venisse! Come uno che in un momento di solitudine ritrovasse un amico di vecchia data”.
“In quel viaggio – racconta la donna - ho potuto constatare la fede profonda in Gesù Cristo dei cristiani della mia terra. Una fede silenziosa ma assai fervida. La vita donata di tanti missionari venuti da Paesi lontani ha formato in Giappone una solida comunità di cattolici, con ferma decisione nel cuore. Anche io voglio diventare come loro, nella stessa bellezza e nella stessa sicurezza”. Conclude: “Ora sono certa che tutto quanto mi accade, a partire dall’incontro con mio marito che mi ha portato in Itaia, non è dovuto al caso. La fede in Dio rende sicuri i nostri passi, ci fa credere nel suo aiuto, ci apre ad accogliere il suo dono”.
 
 
 
 
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