27/06/2019, 11.40
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Dalai Lama: Vorrei tornare in Tibet prima di morire

Il capo spirituale del buddismo tibetano è fuggito da Lhasa durante la rivolta del 1959. Pechino lo considera un “lupo travestito da agnello”. Donald Trump “è uguale a Xi Jinping: non ha mai chiesto d’incontrarmi”.

Dharamsala (AsiaNews/Agenzie) – Il popolo tibetano “ha fiducia in me e mi chiede di tornare in Tibet”. Lo afferma il Dalai Lama, capo spirituale del buddismo tibetano, in un’intervista diffusa oggi dalla Bbc. Nel dialogo con la giornalista, egli torna a esprimere il desiderio di tornare a Lhasa prima di morire. Egli è stato costretto ad abbandonare il Palazzo Potala (sua residenza ufficiale) durante la rivolta tibetana contro il dominio militare cinese nel 1959.

Da quella data, Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, ha trovato rifugio a Dharamsala (India). Insieme a lui, altri 10mila buddisti tibetani vivono in esilio sui pendii himalayani dell’Arunachal Pradesh. Nell’intervista definisce l’India, Paese che lo ha accolto, la sua “casa spirituale”. Egli è grato dell’ospitalità ricevuta e aggiunge: “Uno dei vantaggi di non poter tornare a casa in Tibet, è che l’India è un Paese libro, dove posso esprimere le mie opinioni in modo aperto”.

Sebbene abbia cercato molte volte di dialogare con Pechino, per salvaguardare l’autonomia della religione e della cultura tibetana minacciati da un “genocidio culturale”, il Partito comunista cinese lo ha sempre bollato come un “pericoloso separatista” che vuole l’indipendenza del Tibet.

Nel desiderio di poter ritornare in Tibet, nel 2011 egli ha rinunciato alla sua carica politica per rimanere solo capo spirituale del buddismo tibetano. Ma il Partito comunista cinese continua a considerarlo un “lupo travestito da agnello”.

Alla soglia di 84 anni, il Dalai gode di discreta salute, anche se per camminare è aiutato da un assistente. Ad aprile i buddisti tibetani di tutto il mondo sono stati in apprensione per diversi giorni, a causa di un suo improvviso ricovero in un ospedale di Delhi per un’infezione polmonare.

Oltre al ritorno in Tibet, il Dalai ha discusso di vari temi: Brexit, migranti, l’ipotesi di un futuro Dalai Lama donna che dovrebbe essere “più attraente” di un uomo. Tra gli altri argomenti, è emersa una forte critica nei confronti del presidente Usa Donald Trump. Secondo lui, il capo della Casa Bianca è “privo di principi morali” e lo slogan che ne ha permesso l’elezione (“America First”) è “sbagliato”. Poi ha aggiunto: “Trump è come Xi Jinping. Non ha mai chiesto d’incontrarmi”.

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