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» 11/03/2005 12:32
india
Dalit di tutte le religioni appoggiano i fuori casta cristiani e musulmani

New Delhi (AsiaNews) – Gruppi di dalit buddisti, sikh e indù appoggiano con forza la richiesta di uguali diritti per i "fuori casta" cristiani e musulmani. In un convegno svoltosi ieri  a New Delhi, vari gruppi che si battono per i diritti degli "intoccabili" hanno chiesto che i dalit convertiti all'islam e al cristianesimo non perdano i benefici che lo stato riserva ai fuori casta.

Il problema è molto vivo. Il mese scorso la Corte suprema indiana ha accettato di rivedere una norma che proibisce a cristiani e musulmani "intoccabili" di godere di benefici economici, e di facilitazioni nell'assunzione in uffici pubblici. Tali benefici sono invece garantiti a dalit indù.

L'incontro di ieri, dal titolo "C'è libertà religiosa e protezione legislativa per i dalit?", era promosso dal Vaikalpik Dalit Muslim Kendra, dall'All India Pasmanda Muslim Samaj, dalla Commissione Giustizia e Pace dell'arcidiocesi di New Delhi, dall'All India Christian Council .

Il presidente del Justice Party Udit Raj ha dichiarato che la scelta di professare una religione è "un diritto umano fondamentale" e ciò non deve essere negato ai dalit. "L'India è una democrazia" ha scandito Udit, che è buddista, "e a tutti i cittadini, in particolare i più deboli, non deve essere tolto il diritto di scegliere la propria religione. Lo Stato non può fare discriminazione fra i suoi abitanti in base all'appartenenza religiosa".

Secondo Jaspal Singh, noto scrittore intervenuto al convegno, "la discriminazione verso i dalit supera le frontiere religiose". Egli ha riferito che in Punjab si sono verificate alcuni casi in cui i defunti sikh fuori casta sono stati cremati in modo separato dagli altri fedeli.

Anche gli intoccabili musulmani – per bocca del loro leader Ali Anwar – hanno lanciato una campagna per vedersi riconosciuti i propri diritti.

John Dayal, presidente dall'All India Catholic Union, ha definito "una tragedia" i rimasugli della mentalità discriminatoria verso i dalit, ancora annidati anche nelle comunità cristiane. Dayal ha sottolineato però il grande impegno della Chiesa cattolica verso i dalit, in particolare nel campo dell'educazione e dello sviluppo sociale. "Quello che vogliamo" ha sottolineato Dayal "è la liberazione da tutte le ingiuste discriminazioni compiute a causa della religione".

L'attivista cattolico ha inoltre affermato che il concetto di "intoccabili" è un morbo "umiliante e vergognoso" causato da un antico pregiudizio che non scompare neppure se un dalit cambia religione. Egli ha chiesto l'introduzione di quote professionali riservate ai dailit anche nel settore privato. (LF)

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