09/10/2014, 00.00
NEPAL
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Dashain e Deepawali, le feste che "porteranno il Nepal alla bancarotta"

di Christopher Sharma
Economisti ed esperti sottolineano che i giorni di vacanza assegnati per queste festività indù - otto in totale - sono troppi. Il Paese è ancora in via di sviluppo e non può permettersi che negozi e attività commerciali restino chiusi. La proposta di un pastore protestante: un solo giorno di vacanza "a testa" per ogni festa religiosa, anche cristiana e buddista.

Kathmandu (AsiaNews) - Una miniera d'oro per l'anima della popolazione, ma un salasso vero e proprio per l'economia del Nepal. Le feste indù di Dashain e del Deepawali - le più importanti del Paese - costano infatti 150 milioni di rupie (1,18 milioni di euro) al giorno. Moltiplicate per otto, ovvero il numero di giorni in cui tutte le attività commerciali sono chiuse per festa nazionale, fanno sì che l'economia faccia ogni volta un passo indietro. E una nazione povera e ancora in via di sviluppo come il Nepal - spiegano gli economisti - non può permettersi una simile spesa.

Appena conclusa, la festa di Dashain dura 15 giorni; quella di Deepawali cinque. Se tutte le attività commerciali restassero chiuse per l'intero periodo, spiega ad AsiaNews il prof. Bishwambhar Pyakurel, "l'economia del Paese andrebbe in bancarotta". Tuttavia, anche gli attuali otto giorni di stop (cinque per il Dashain e tre per il Deepawali) pesano sul Nepal, che ha ancora problemi di instabilità politica, disoccupazione, arretratezza e un basso Pil.

Secondo l'esperto di economia "le attività commerciali non dovrebbero fermarsi, ma fornire delle sostituzioni ai propri dipendenti". Oltretutto, aggiunge, "dal momento che il Nepal è un Paese multiculturale e multireligioso, tutte le comunità dovrebbero poter celebrare allo stesso modo, senza ostacoli alle attività economiche".

È d'accordo il rev. Isu Karki, pastore protestante: "Su tali questioni, il governo è ancora parziale. Fino a sette anni fa, le festività delle minoranze non erano riconosciute. Quando il Paese è diventato laico, i cristiani hanno potuto festeggiare Natale e Pasqua, ma il grande spazio riservato al Dashain e al Deepawali dimostra che c'è ancora un 'dominio' dell'induismo". Sarebbe più giusto, aggiunge, "per le religioni e l'economia del Paese, se le festività più lunghe venissero ridotte a un solo giorno di vacanza, che si tratti di Natale, Pasqua, Dashain, Deepawali, il compleanno di Buddha o altro". 

 

 

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