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    » 04/04/2011, 00.00

    VIETNAM

    Decine di migliaia di cattolici in Vietnam per il dissidente condannato

    J.B. An Dang

    Cu Huy Ha Vu, avvocato e attivista, è stato condannato a 7 anni di prigione e a (seguenti) tre anni di arresti domiciliari per aver sfidato il governo sull’inquinamento delle miniere e sul partito unico. Il suo processo non è stato pubblico, come invece il governo aveva promesso. Veglie di preghiera per lui a Hanoi, Saigon e in altre parti del Paese. Attivisti e blogger cattolici arrestati.
    Hanoi (AsiaNews) – In un processo farsa tenutosi stamane, un importante avvocato per i diritti umani, Cu Huy Ha Vu è stato condannato a 7 anni di prigione e a tre anni di arresti domiciliari per “propaganda contro lo Stato”. Migliaia di cattolici sostano davanti al tribunale
    da stamattina per mostrare solidarietà al dissidente non cattolico. Decine di migliaia di fedeli hanno partecipato a Hanoi, Saigon, e in altre zone del Paese a veglie di preghiera in suo favore.
     
    Il processo tenutosi nel tribunale del Popolo di Hanoi, è durato solo quattro ore. L’accusa contro Cu Huy Ha Vu è molto lunga: “diffusione di propaganda contro lo Stato; pubblicazione di articoli; intervista con media stranieri con lo scopo di gettare fango sull’autorità del governo del popolo; messa in atto di una guerra psicologica, domandando la caduta del regime e la messa in atto di un sistema multipartito”.
     
    In realtà, nel 2009, Cu Huy Ha Vu ha soltanto criticato il premier Nguyen Tan Dung per aver dato il via allo sfruttamento di un giacimento di bauxite nel Vietnam centrale, che rischia di distruggere la vita di molte minoranze e crea enormi problemi di inquinamento per l’ambiente. Egli è stato il primo vietnamita a osare di citare in giudizio lo stesso premier, forse fidandosi delle generalità della sua famiglia. Cu Huy Ha Vu è infatti figlio di Cu Hy Can, membro del governo di Ho Chi Minh fin dal 1945 e anche un celebrato poeta, famoso in tutto il Paese.
     
    Vu è stato arrestato lo scorso novembre in una serie di raid contro la dissidenza. Mesi prima egli ha accusato il Partito comunista di servire soltanto “benefici illegali di un piccolo gruppo” e ha criticato l’arresto di “centinaia di migliaia” di rappresentanti del governo del sud dopo la vittoria dei Vietcong nel 1975.
     
    Stamane, ore prima del processo, migliaia di poliziotti, in uniforme e in borghese, avevano sbarrato la zona del tribunale per un’area di 500 metri, nonostante il governo avesse detto che il processo sarebbe stato aperto a tutti. Migliaia di giovani hanno manifestato con striscioni e slogan, bollando il processo come una farsa, chiedendone la cancellazione e la liberazione di Vu..
     
    Due giornalisti stranieri hanno ottenuto il permesso di entrare nell’aula, ma senza interpreti. Vietato l’ingresso anche a due familiari dell’accusato, sebbene essi avessero il pass per entrare. Molte persone che volevano entrare sono state arrestate dalla polizia. Fra essi diversi blogger cattolici, giornalisti, avvocati e leader di gruppi giovanili. Almeno due attivisti cattolici sono stati arrestati stamattina presto per evitare che essi guidassero una protesta davanti al tribunale.
     
    Nei giorni precedenti, decine di migliaia di cattolici hanno partecipato a momenti di preghiera e veglie a sostegno di Cu Huy Ha Vu che, come avvocato, ha spesso difeso cattolici ingiustamente arrestati.
    Il 2 aprile sera, molti sacerdoti e religiosi di Hanoi, insieme a 5 mila persone, anche non cattoliche, hanno celebrato una messa a Thai Ha, conclusasi con una processione davanti alla croce e alla statua di Nostra Signora del Perpetuo soccorso, pregando “per la nazione, la giustizia, la verità, e per un patriota che sarà processato”.  Nel suo discorso improvvisato, p. Matteo Vu Khoi Phung, superiore dei redentoristi, ha sottolineato la profonda partecipazione e simpatia verso l’avvocato, che ha spesso difeso i cattolici e si trova oggi vittima dello stesso sistema corrotto e illegale.
    Molti di coloro che hanno partecipato alla veglia a lume di candela, hanno fatto centinaia di chilometri per mostrare il loro sostegno. Una donna ha commentato ad AsiaNews: “Sono qui per essere unita con tutti i cattolici di Hanoi e per pregare per un patriota”.
     
    A 100 km da Thai Ha, nella parrocchia di Ham Long (Nam Dinh), p. Pham Minh Trieu, un sacerdote diocesano, ha condotto un’altra veglia di preghiera “per un patriota e per una nazione dove la giustizia e la verità sono state calpestate e distorte per decenni, e per il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona”.
     
    I redentoristi di Saigon hanno organizzato una veglia ieri, in contemporanea con una seconda ad Hanoi. Le foto della veglia sono state diffuse su internet suscitando molta solidarietà.
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