22/01/2018, 11.07
BANGLADESH
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Dhaka, un milione di musulmani al Biswa Ijtema per ‘salute e paradiso dopo la morte’

di Sumon Corraya

Il raduno si svolge in due fasi alla metà di gennaio. La preghiera finale è durata 25 minuti. Dall’estero sono arrivati 4500 fedeli. Il desiderio comune è che l’incontro porti “unità, benessere, pace e vittoria nell’islam”.

Dhaka (AsiaNews) – Almeno un milione di musulmani ha partecipato alla preghiera finale del Biswa Ijtema, il pellegrinaggio islamico più grande al mondo dopo l’Hajj. Il raduno si tiene ogni anno in Bangladesh a Tongi (vicino Dhaka), sulle rive del fiume Turag. Quest’anno almeno 4500 fedeli sono arrivati da 80 Paesi diversi. Tutti insieme i musulmani hanno pregato Allah “per la buona salute, [per avere] prosperità nella vita e il paradiso dopo la morte”.

Il Biswa Ijtema [“Incontro mondiale”, ndr] è un raduno annuale organizzato dal Tabligi Jamaat [“Società per la diffusione della fede”, ndr], un movimento religioso transnazionale e apolitico, il cui obiettivo è una riforma spirituale dell’islam. Data l’alta affluenza di fedeli, da qualche anno si svolge in due tornate. La prima si è tenuta dal 12 al 14 gennaio e ha visto la partecipazione della popolazione di 17 distretti; la seconda dal 19 al 21, con gli abitanti di altri 15 distretti [in tutto il Paese ce ne sono 64, e le autorità hanno stabilito che ogni anno a rotazione solo 32 di essi possono partecipare, ndr].

La preghiera conclusiva, della durata di 25 minuti, è stata guidata dall’imam Maulana Zubayer, capo della moschea Kakrail di Dhaka e membro del Tabligi Jamaat Council. A differenza degli scorsi anni, in cui il sermone era recitato solo in lingua araba, ieri la preghiera è stata declamata anche in bengalese.

I musulmani che partecipano sono esempi di vero spirito di sacrificio e adattamento, nonché di fede. Per tutta la durata del raduno, essi vivono accampati sulle rive del fiume, si lavano nelle acque fredde, cucinano sotto le tende. Toffajol Miha, 65 anni, dal villaggio di Naogaon, afferma ad AsiaNews: “Dal mio villaggio sono arrivati 60 uomini in pullman. Siamo rimasti per due giorni sotto le tende a pregare Dio. Abbiamo ascoltato i sermoni degli imam e siamo stati incoraggiati a praticare il cammino di Allah”. L’uomo confessa di aver chiesto ad Allah “di concedermi il paradiso dopo la morte. Ho fatto molti sbagli nella mia vita, ho confessato e mi sono pentito. Affido tutto ad Allah e imploro il paradiso”.

Dulul Islam, un altro fedele di 44 dalla città di Mimensingh, sostiene: “Vengo ogni anno all’Ijtema. Prego Dio per la mia famiglia e i miei parenti. Prego anche per la mia salute e il lavoro. Il mio desiderio è mantenere [intatta] la mia fede in Allah per il resto della vita”. Il prof. S A Mannan, sindaco della corporazione della città di Gazipur, afferma in conclusione: “Spero che l’Ijtema porti unità, benessere, pace e vittoria nell’islam”.

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