17/02/2006, 00.00
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Diplomazie in movimento in attesa dell'incontro moscovita sul nucleare iraniano

La Francia parla di "programma militare clandestino", gli Usa annunciano una "offensiva diplomatica", Mosca ammonisce ad evitare l'uso della forza.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) - Diplomazie in movimento nell'attesa dell'arrivo a Mosca, lunedì prossimo, di una delegazione iraniana che discuterà la proposta russa per l'arricchimento dell'uranio iraniano. L'incontro moscovita è guardato come una specie di ultima spiaggia prima del deferimento del'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu, mentre già oggi il petrolio è di nuovo sopra quota 59 dollari, spinto al rialzo proprio dal riaccendersi della tensione per il programma nucleare di Teheran.

Da un lato c'è l'attivismo europeo: dopo le accuse lanciate ieri dal ministro degli esteri francese Philippe Douste-Blazy, per il quale "nessun progetto di uso civile del nucleare può motivare il programma nucleare iraniano. E' un progetto militare clandestino", oggi il presidente Jacques Chirac, da New Dehli, dove è in visita, ha invitato Teheran a "prendere la mano che resta tesa". Il responsabile iraniano del negoziato nucleare Ali Lariani ha subito smentito le affermazioni francesi ed ha invitato Douste-Blazy a parlare "in termini diplomatici" ed a non alimentare la tensione. Ancora sul fronte europeo, oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel ha incontrato a Berlino il premier britannico Tony Blair, proprio per discutere del nucleare iraniano e in genere della situazione in Medio Oriente.

Dall'altro lato ci sono le prese di posizione statunitensi, con il segretario di Stato Condoleezza Rice che ha accusato l'Iran di essere "la banca centrale del terrorismo globale", impegnato,con la Siria, a destabilizzare il Medio Oriente. La Rice ha annunciato una "offensiva diplomatica" contro l'Iran. "non solo per il programma nucleare, ma anche per il loro aiuto al terrorismo nel mondo".

Un monito agli Usa contro l'idea di un attacco militare all'Iran è venuto da Mosca, dal comandante dell'esercito russo, generale Yuri Baluyevsky. "E' difficile prevedere – ha detto – come il mondo musulmano risponderebbe all'uso della forza". Il viceministro degli esteri Alexander Alekseyev ha invece sottolineato i buoni rapporti del suo Paese con Teheran e gli "stretti contatti" con la Cina per trovare una soluzione al problema iraniano.

Da Teheran l'ex presidente iraniano, il "progressista" Mohammad Khatami ha espresso l'auspicio che il suo Paese sappia adottare una strategia intelligente sul problema nucleare, mentre afferma i suoi diritti. Egli ha poi denunciato un doppio atteggiamento occidentale, verso Gerusalemme e verso Teheran. "Israele che, a differenza dell'Iran, non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare, ha sempre sviluppato armi nucleari, ma l'Occidente preme su di noi perché rinunciamo al nostro programma". Appoggio al programma nucleare iraniano, ma a scopi pacifici, è stato espresso dal presidente afgano Hamid Garzai. "Io sono contro ogni arma – ha detto – specialmente contro le armi nucleari", ma ogni Paese sovrano ha diritto di decidere "la direzione che vuole prendere".

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