19 Gennaio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 31/10/2014, 00.00

    STATI UNITI - VIETNAM

    Dissidente vietnamita: Hanoi usa i detenuti politici come merce di scambio nei negoziati



    Nguyen Van Hai: "Non sono stato rilasciato, ma deportato". Egli non ha potuto salutare la famiglia e gli amici. E lancia un appello alle diplomazie internazionali, perché trattando con il Vietnam “mettano la democrazia e i diritti civili” come precondizione ad accordi.

    Washington (AsiaNews) - Gli hanno imposto di firmare un documento in cui chiedeva "perdono" per le sue (presunte) attività di "propaganda contro lo Stato", poi lo hanno cacciato a forza a bordo del primo volo per gli Stati Uniti, con i soli vestiti che aveva indosso all'uscita di prigione. Così il governo vietnamita ha "graziato" e rilasciato il blogger e attivista Nguyen Van Hai, meglio conosciuto con il soprannome di Dieu Cay, condannato a 12 anni di prigione nel settembre 2012 per aver promosso attività sovversive. In realtà, più che un rilascio dovuto a un atto di clemenza, egli conferma in un'intervista all'Ap che si è trattato di un provvedimento governativo di "espulsione" e "deportazione" per un lungo esilio in territorio americano.

    Al momento di uscire di prigione, il 62enne Nguyen Van Hai ha opposto una ferma resistenza e si è rifiutato di firmare il documento presentato dalle autorità; egli ha sempre rivendicato la propria innocenza e anche all'ultimo ha voluto ribadire di non aver commesso alcun crimine. Hanoi non ha voluto lasciargli alcuna alternativa, se non quella di abbandonare il proprio Paese per un esilio forzato negli Stati Uniti. 

    "Mi hanno portato dalla prigione all'aeroporto internazionale di Hanoi" racconta all'Ap, "scortandomi fino al velivolo. Non mi hanno lasciato vedere i miei familiari prima della partenza. Non si può parlare di rilascio. Se mi avessero restituito la libertà, avrei potuto tornare a casa invece di andare all'aeroporto, senza salutare famiglia né amici". 

    Al momento della scarcerazione, avvenuta il 21 ottobre scorso, Hanoi ha parlato di rilascio per "motivi umanitari". E un portavoce del Dipartimento di Stato afferma che è stato lo stesso Dieu Cay a voler viaggiare negli Stati Uniti. 

    Nguyen Van Hai accoglie con favore il rilascio di alcuni detenuti politici dalle carceri vietnamite negli ultimi tempi, ma esprime forti dubbi sulle motivazioni alla base dei provvedimenti. Non è ammissibile, afferma, che il governo vietnamita usa i prigionieri politici come "merce di scambio nei negoziati diplomatici". Mi auguro, aggiunge, che tutti i governi che trattano con Hanoi "mettano la democrazia e gli altri diritti civili come condizione" assoluta da rispettare. 

    Da tempo in Vietnam è in atto una campagna durissima del governo contro dissidenti, blogger, leader religiosi (fra cui buddisti), attivisti cattolici o intere comunità come successo nella diocesi di Vinh, dove si è assistito a ripetuti attacchi contro vescovo e fedeli. La repressione colpisce anche singoli individui, colpevoli di rivendicare il diritto alla libertà religiosa e al rispetto dei diritti civili dei cittadini. Solo nel 2013, Hanoi ha arrestato decine di attivisti per crimini "contro lo Stato", in base a una norma che gruppi pro diritti umani bollano come "generiche" e "vaghe". 

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    22/10/2014 VIETNAM
    Hanoi: scarcerato il blogger e attivista Nguyen Van Hai, ha già lasciato il Paese
    L’uomo, condannato nel 2012 a 12 anni di prigione per propaganda anti-governativa, è stato prelevato dalla cella, portato in aeroporto e imbarcato su un volo per gli Usa. La famiglia non è stata avvisata della scarcerazione. Attivisti parlano di espulsione e deportazione. Era fra i fondatori del Club giornalisti liberi.

    12/03/2014 VIETNAM
    Per condannare una blogger, la polizia vietnamita manipola prove e testimonianze
    Bui Thi Minh Hang è in cella da un mese con altre due persone senza alcun capo di imputazione; la donna è in sciopero della fame. Le forze dell’ordine hanno cercato di estorcere dichiarazioni scritte a cinque attivisti per condannarla. Rischia da tre mesi fino a tre anni di galera, anche se non vi sono prove di colpevolezza. 


    04/11/2014 VIETNAM
    Blogger e attivista cattolico vietnamita alla sbarra per aver criticato il governo di Hanoi
    Da oltre sei mesi Nguyen Huu Vinh e il suo assistente Nguyen Thi Minh Thuy erano in stato di arresto senza accuse ufficiali. Per la difesa il procedimento giudiziario è “illegale”. Attivisti pro diritti umani avvertono: poche speranze di vederli liberi. Se riconosciuti colpevoli rischiano fino a sette anni di prigione.

    30/10/2013 VIETNAM
    Saigon: abuso di “libertà democratiche”, 15 mesi di carcere per attivista vietnamita
    La pena comminata al 30enne Dinh Nhat Uy è stata commutata in arresti domiciliari. La colpa è aver usato un social network per condannare l’imperialismo cinese e chiedere la liberazione del fratello, anch’egli in galera. Per il suo rilascio i padri Redentoristi hanno organizzato un momento di preghiera alla presenza di 1500 cattolici e non.

    05/08/2015 VIETNAM
    Dopo quattro anni di carcere, liberi due cristiani arrestati per “attività anti-governative”
    Si tratta del blogger cattolico Paulus Le Van Son e del leader protestante Nguyen Van Oai. La coppia era stata fermata senza mandato di arresto, e durante il processo è stata limitata la loro assistenza legale. Nei mesi scorsi hanno subito pressioni dalle autorità per estorcere una confessione. Ancora in prigione altri dissidenti.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    I nuovi leader all’Assemblea dei cattolici: dominano la vecchia guardia e i vescovi illegittimi

    Elizabeth Li

    Riconfermati Ma Yinglin e Fang Xingyao a presidenti del Consiglio dei vescovi e dell’Associazione patriottica rispettivamente. Sempre esaltati i principi di indipendenza, autonomia, autogestione e sinicizzazione. Nessun “segnale positivo” come sperato dal Vaticano.


    CINA-VATICANO
    All’Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi si loda “indipendenza e autonomia”

    Bernardo Cervellera

    All’incontro sarebbero presenti 59 vescovi, oltre al direttore dell’amministrazione statale per gli affari religiosi e membri del Fronte unito. I futuri cambi nella leadership del Consiglio dei vescovi e dell’Associazione patriottica. Nell’osanna all’autonomia (dalla Santa Sede) un segnale non positivo. Il Global Times ribadisce le precondizioni per il dialogo. Una Chiesa di Stato. Le critiche del card. Joseph Zen e di Giustizia e Pace di Hong Kong. Una cattolica: Questa assemblea è uno schiaffo in faccia al Vaticano.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®