24/09/2013, 00.00
VIETNAM - VATICANO

Vietnam: i vescovi del Nord a sostegno della diocesi di Vinh, nel mirino delle autorità

J.B. An Dang
In una lettera i prelati confermano la vicinanza al vescovo, ai sacerdoti e ai fedeli vittima di attacchi di media e governo. Appello per la liberazione dei parrocchiani di My Yen e per la libertà religiosa. Tensioni religiose e movimenti cattolici “ufficiali” ostacolo ai dialoghi fra Hanoi e Santa Sede.

Hanoi (AsiaNews) - I vescovi della provincia ecclesiastica di Hanoi si schierano a fianco del vescovo di Vinh e dei fedeli della parrocchia di My Yen, vittime nelle ultime settimane di un violento attacco - fisico e verbale - di media e autorità governative. In una lettera inviata a mons. Paul Nguyen Thai Hop il 21 settembre scorso, gli otto prelati della provincia nel nord del Vietnam hanno manifestato "pieno sostegno" al vescovo, ai sacerdoti e ai fedeli. Gli attacchi contro i fedeli si intrecciano con il lavoro della diplomazia che, nei giorni scorsi, ha registrato una serie di colloqui fra rappresentanti vaticani e vietnamiti a Roma; tuttavia, secondo alcune fonti interne alle alla Curia sembra che permangano serie "difficoltà" nel nascita di rapporti diplomatici ufficiali fra i due fronti.

Nella loro lettera i vescovi del nord del Vietnam hanno condannato l'attacco contro i fedeli del 4 settembre scorso, cui è seguita una violenta campagna diffamatoria verso la diocesi di Vinh, definendoli "palese violazione" della libertà religiosa. I prelati chiedono inoltre la liberazione dei due parrocchiani di My Yen, il cui mancato (annunciato) rilascio à alla base degli scontri.

L'arcivescovo emerito di Hanoi mons. Joseph Ngo Quang Kiet e il titolare mons. Peter Nguyen Van Nhon in una nota congiunta hanno espresso il loro "totale sostegno" alla diocesi di Vinh, al vescovo e ai parrocchiani finiti nel mirino delle autorità.

Intanto i media governativi continuano a dare ampio risalto al convegno del Comitato vietnamita di solidarietà ai cattolici, una sorta di movimento pro-governativo fondato nel 1955 dal Partito comunista col proposito di costituire una "Chiesa patriottica". Un'organizzazione simile alla Chiesa patriottica cinese, osteggiata sia dai cattolici in patria che dai vertici vaticani poiché illegittima. La due giorni di incontri tenuta a Ho Chi Minh City preoccupa i fedeli vietnamiti per la "portata" dell'evento, al quale hanno partecipato 500 fra sacerdoti, religiosi e laici "fedeli" al regime di Hanoi.

Certo questo incontro non servirà a favorire il dialogo fra Hanoi e Santa Sede, già segnato dalla violenta repressione nella parrocchia di My Yen, diocesi di Vinh, provincia settentrionale di Nghe An. Nel colloqui a Roma fra la delegazione vaticana e la controparte vietnamita sono emerse le "tensioni" della diocesi di Vinh anche se, a livello di comunicati ufficiali, si sottolinea la volontà di voler continuare nel solco delle "buone relazioni e cooperazione".

Vietnam e Santa Sede non hanno rapporti diplomatici ufficiali dal 1975, ma lavorano dal 2007 per la ripresa dei rapporti bilaterali. Per raggiungere l'obiettivo è nato il Gruppo di lavoro congiunto e, dal 2011, la nomina di un rappresentante non permanente della Santa Sede, mons. Leopoldo Girelli. Il Vietnam - nominalmente un Paese ateo - controlla in modo sistematico la pratica del culto, comprese le attività dei sei milioni di cattolici sparsi sul territorio. Si tratta della comunità più nutrita del Sud-est asiatico, dopo le Filippine. 

 

 

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