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  • » 08/06/2005, 00.00

    LIBANO

    Divisioni e tensione alla vigilia del voto nel Monte-Libano e nella Bekaa

    Youssef Hourany

    Beirut (AsiaNews) - Domenica prossima per il Libano non sarà un giorno come gli altri: se nelle prime due fasi della elezioni politiche i risultati erano prevedibili e quasi conosciuti prima, il voto nel Monte-Libano e nella Bekaa non sarà la stessa cosa, sarà una vera competizione, una battaglia pura e dura, dopo l'annuncio delle liste che riflettono un clima di divisione e di tensione.

    E' un appuntamento pieno di promesse, ma anche di delusione, promesse dovute alla ripresa del cammino democratico nel Paese dei cedri, ma delusione dovuta alle divisioni soprattutto fra i cristiani. Il patriarca Sfeir, la voce moderata e potente della Chiesa maronita, non è riuscito infatti a unificare le forze cristiane del Paese.

    In questo clima prosegue l'annuncio delle liste elettorali, in maggioranze piene di contraddizioni: gli amici di ieri si sono divisi e i nemici si sono uniti. Chi si aspettava una alleanza fra il leader druso Walid Joumblatt e le Forze libanesi di Samir Geagea, ancora in carcere da quando era ministro Joumblatt, e chi poteva credere al trionfo del generale Michel Aoun, considerato fra i primi leader cristiani, dopo 15 anni d'esilio in Francia, e chi può credere che l'incontro di Kornet Chehwan, presieduto dall'arcivescovo maronita d'Antelias, mons Joseph Bechara, a nome del Patriarca Sfeir sarà diviso come nello stato attuale? Sono domande molto difficili, e forse solo i giorni successivi al voto saranno in grado di rivelare tutta la verità sul nuovo Libano.

    Nel frattempo, il figlio dell'ex premier assassinato Rafic Hariri, prosegue il suo cammino verso la sede del governo, "La Grande Serail", ricostruita pienamente da suo padre dopo il suo primo incarico a capo del governo nel 1992. Al momento attuale, infatti, Saad Hariri è il leader sunnita per eccellenza, anche se gli manca l'esperienza e la prudenza del padre. Come ci ha detto il ministro Fares Boueiz, Saad è nato con un cucchiaio d'oro in bocca.

    Eletto deputato a Beirut, Saad si è recato ieri a Akkar nel Nord del Libano con la moglie di Samir Geagea, candidata di Bcharre, ed ha annunciato una lista di 13 membri, tutti dell'opposizione, chiamata "La lista del 14 marzo".

    Il generale Michel Aoun ha annunciato a Byblos, alla presenza di decine di migliaia di persone, la sua lista "Riforma e Riformatori" per Kesrouan-Jbeil  (zona a maggioranza maronita con sette deputati e un deputato Sciita); la lista di Aoun è presieduta da lui stesso e formata da Neemtallah Abi Nasr, Farid Elias Khazen, Joseph Khalil, Gilkberte Zouein. Walid Khoury, Chamel Mouzaya,e Abbas El Hachem. Aoun durante questo incontro ha insistito sul futuro ruolo che spetta al nuovo Parlamento, assicurando la sua piena volontà di continuare il cammino verso la rinascita di un Paese degno della sua vocazione storica.

    Da New York, intanto, giunge la voce che gli Stati Uniti hanno lasciato cadere la richiesta, che essi stessi avevano avanzato, di allargare all'uccisione del noto giornalista anti-siriano Samir Kassir l'inchiesta internazionale sull'attentato contro l'ex premier libanese Rafic Hariri. Lo scrive l'agenzia Reuters, citando fonti diplomatiche del Palazzo di vetro. La decisione si spiega con il fatto che l'allargamento dell'inchiesta di Hariri avrebbe richiesto una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza, mentre le autorità di Beirut hanno assicurato che faranno piena luce sull'assassinio di Kassir ed hanno chiesto l'aiuto delle polizie americana e francese. Ciò ha spinto il Consiglio di sicurezza ad approvare ieri, martedì, all'unanimità, e quindi anche col voto americano, un elogio della determinazione libanese a perseguire i responsabili dell'uccisione del giornalista.

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