06/12/2017, 19.34
USA-ISRAELE-PALESTINA

Donald Trump: ‘è tempo di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come capitale di Israele’

Il discorso oggi dalla Casa Bianca. Gerusalemme è “il cuore di una democrazie più di successo”. L’appello a “calma” e “moderazione”. Gerusalemme da sempre punto nevralgico del conflitto israelo-palestinese

Washington (AsiaNews) – “Ho deciso che è tempo di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come capitale di Israele”. È l’annuncio fatto pochi minuti fa dal presidente americano Donald Trump a Washington, che annuncia il trasferimento dell’ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme.

Il presidente ha giustificato la decisione ricordando l’atto con cui nel 1995 gli Stati Uniti stabilivano la rappresentanza diplomatica americana a Gerusalemme. Una legge la cui applicazione è stata rinviata per gli ultimi 22 anni, per “portare avanti la causa della pace”.

Trump ha sostenuto che Gerusalemme è “il cuore di una delle democrazie più di successo”, che ha il diritto di “scegliere la propria capitale”. Egli ha poi affermato che nella città santa i fedeli delle tre religioni monoteiste continueranno ad avere la libertà di professare il proprio credo. Infine, il presidente statunitense ha fatto appello alla “calma e alla moderazione”, ribadendo che la decisione non riguarda i confini della città o di futuri Stati, mentre gli Usa rimangono impegnati a facilitare il raggiungimento di un accordo di pace duraturo.

Negli ultimi giorni, i leader della regione e gli alleati occidentali degli Stati Uniti hanno fatto pressioni sul presidente Trump perché non attuasse questo passo, le cui conseguenze potrebbero essere gravi per tutta la regione. Difatti, Gerusalemme è da sempre un punto nevralgico della questione israelo-palestinese, sin dalla risoluzione Onu del 1947, secondo la quale la città santa doveva essere sottoposta a controllo internazionale. La prima guerra arabo-israeliana fece saltare i piani previsti dalle Nazioni Unite, dividendo Gerusalemme in due parti, il lato orientale controllato dalla Giordania e quello occidentale da Israele. La guerra del 1967 ha visto Israele vincitrice: il lato est è stato occupato, e lo è tutt’ora. La comunità internazionale non condivide la posizione israeliana, secondo cui Gerusalemme è la propria capitale “unita e indivisibile”, e non riconosce la sua giurisdizione sull’area est della città. I palestinesi, dal canto loro, rivendicano proprio la zona come futura capitale di uno Stato indipendente palestinese. Gerusalemme, e in particolare la Spianata delle moschee (o Monte del tempio per la religione ebraica), è spesso teatro di violenti scontri. Il lato orientale della città santa è anche territorio di insediamenti ebraici, di confische e demolizioni di proprietà palestinesi.

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