Kathmandu (AsiaNews) – Dopo oltre 7 secoli di tradizione, il sovrano nepalese non potrà assistere alle celebrazioni per la festa del compleanno del dio Krishna “per motivi di sicurezza”. Dopo le recenti esplosioni che hanno sconvolto il Paese – che i militari attribuiscono a fazioni contrarie al deposto re Gyanendra – il ministero dell’Interno ha deciso di proibire al monarca la partecipazione alla festività indù.
Lo conferma ad AsiaNews il ministro stesso, Krishna Prasad Sitaula: “Il governo non può garantire la sua sicurezza. In ogni parte del Nepal vi sono persone che lo odiano per quello che ha fatto nel corso della sua dittatura, e potrebbero ferirlo. Per questo, siamo stati costretti a proibirgli la partecipazione alla festa”.
Secondo la mitologia induista, lo Shree Krishna Janmastami (il compleanno di Krishna) è la festività religiosa più importante. Essa racchiude infatti la devozione al dio, ma anche diversi aspetti di prosperità nazionale e cambi del ciclo vitale. I sovrani nepalesi hanno aperto le celebrazioni per questa festività sin dalla presa di potere della dinastia Malla, avvenuta nel XIII secolo.
Dalla caduta di re Gyanendra, avvenuta nell’aprile scorso, l’istituto monarchico ha perso sempre più le sue prerogative. La decisione di proibire la sua partecipazione alla festività rientra nel piano di laicizzazione del Nepal varato dal nuovo governo democratico.