25/05/2012, 00.00
CINA
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Dopo Chen Guangcheng, anche il fratello riesce a scappare dallo Shandong

Il fratello maggiore, Guangfu, era sottoposto insieme alla famiglia a controlli e minacce dopo la fuga del dissidente cieco. Ora si trova a Pechino, dove sta cercando un avvocato per il figlio Kegui accusato di “omicidio intenzionale” per essersi difeso (senza uccidere nessuno) dall’assalto della polizia.

Pechino (AsiaNews) - Chen Guangfu, fratello maggiore di Chen Guangcheng (il dissidente cieco al momento negli Stati Uniti per studiare legge) è riuscito a fuggire dal villaggio di Dongshigu nello Shandong dove era sottoposto, insieme agli altri componenti della famiglia, a una stretta sorveglianza e a persecuzione a causa della fuga del dissidente. L'uomo è riuscito a raggiungere Pechino, dove sta cercando di ottenere aiuto legale per il figlio accusato in maniera ingiusta di omicidio.

Dopo la rocambolesca fuga di Chen Guangcheng dai domiciliari cui era stato sottoposto dopo 4 anni e mezzi di carcere, anche Guangfu è riuscito ad aggirare la sorveglianza, evitando le strade principali e attraversando i campi. La sua audacia è stata premiata e dopo sei ore di viaggio in auto è riuscito a raggiungere la capitale cinese. Il tutto è avvenuto di notte, mentre gli agenti incaricati della sua sorveglianza dormivano.

Una volta a Pechino, Guangfu ha incontrato l'avvocato Ding Xikui per chiedergli di assumere la difesa del figlio Kegui, accusato di "omicidio intenzionale" dopo essersi difeso con un coltello da cucina dall'attacco di poliziotti e picchiatori, lanciato dopo la fuga dello zio. Ding Xikui, noto legale per la tutela dei diritti umani, si era già offerto insieme al collega Si Weijiang di difendere Kegui, ma le autorità di Linyi si erano opposte assegnando l'incarico a due legali governativi.

Ding ha riferito alla stampa internazionale che Chen Guangfu non vuole che il figlio sia difeso dagli avvocati assegnatigli dal governo. "Stiamo ancora negoziando con le autorità sul caso di Chen Kegui", ha fatto sapere l'avvocato. In ogni caso l'accusa non regge, dato che nell'assalto a casa Chen non è morto nessuno.

 

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