16/01/2017, 12.37
CINA
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Drogato e schizofrenico: i frutti della prigionia e della tortura per Li Chunfu, avvocato per i diritti umani

di Wang Zhicheng

In prigione era costretto a prendere ogni giorno delle medicine “contro l’alta pressione” (che non ha mai avuto). Ha vissuto lunghi periodi chiuso in una stretta gabbia di ferro. La testimonianza della cognata Wang Qiaoling e il grazie della moglie Bi Liping: “Leviamoci, denunciamo i crimini della polizia di Tianjin. Esponiamoli alla luce del sole!”. La rivista “China Change”  domanda un’inchiesta internazionale sugli abusi contro gli avvocati per i diritti umani (molti di essi sono cristiani).

Pechino (AsiaNews) - Li Chunfu, un avvocato per i diritti umani, arrestato durante il cosiddetto “incidente del 709” e rilasciato il 12 gennaio scorso in attesa di giudizio, dopo 18 mesi di prigione presenta segni di schizofrenia. Lo hanno stabilito i dottori dell’ospedale Huilongguan, dove è stato ricoverato lo scorso 14 gennaio. Durante la prigionia egli è stato soggetto a pesanti torture e trattato come un caso psichico e obbligato a prendere psicofarmaci che gli hanno rovinato la mente. Per diversi periodi è stato costretto a vivere in una gabbia di metallo grande un metro per due.

Li Chunfu, 45 anni, è il fratello minore di Li Heping, avvocato cristiano, anch’egli arrestato insieme ad altri 300 difensori dei diritti umani. Gli editori della rivista “China Change” chiedono con insistenza alla comunità internazionale un’inchiesta sugli abusi che tutti questi avvocati subiscono. Intanto, la moglie di Li Heping, Wang Qiaoling, che si sta battendo per la liberazione del marito, segue anche la situazione del cognato e tiene una cronaca di quanto succede. Ecco il suo racconto della visita di Li Chunfu all’ospedale di Pechino lo scorso 14 gennaio (pubblicato ieri da “China Change”).

 

Ieri, al quarto piano dell’ospedale Huilongguan di Pechino, sedendo all’esterno del gabinetto medico, Bi Liping, la moglie dell’avvocato per i diritti umani Li Chunfu, ha ricevuto una telefonata dell’ufficiale Yang, della stazione di polizia del viallggio Jiaowang, distretto di Tongzhou.

Mia cognata è sempre calma e non alza mai la voce, ma questa volta al telefono si è messa a ruggire. “Ufficiale Yang, in questi 18 mesi ho cercato di cooperare con voi. Voi mi avete detto di non diffondere notizie, di non lavorare con mia cognata e io ho seguito quanto mi avete detto. Ma ora, guardate cosa è successo a Chunfu! La sua mente è distrutta! Cosa gli avete fatto? Cosa avete fatto? Non è possibile!”.

Sedendo nella sala d’aspetto, gli occhi di Chunfu si fissavano su qualunque cosa si muova attorno e aveva problemi a comunicare con la gente. A un certo punto, rivolgendosi a alcuni avvocati amici con noi è sbottato: “Dopo sei mesi di residenza sorvegliata [il termine ufficiale per ‘detenzione segreta’ – ndr] ero diventato matto. Continuavo a gridare e urlare”.

Mi sono venuti i sudori freddi sentendo quelle parole uscire dalla bocca di Chunfu. Non gli ho fatto ulteriori domane. L’ho solo fissato col mio sguardo, senza il coraggio di pensare o parlare. Egli ha continuato: “Il 5 gennaio mi hanno portato fuori dal centro di detenzione. Non hanno seguito alcuna procedura. Un sacco di gente rischia di perdere il lavoro! Contro di me hanno fatto di tutto. Ma io non ho fatto nulla di illegale; tutto quello che ho fatto è che una volta mi sono messo davanti all’ufficio della pubblica sicurezza del Nordest con un cartello, domandando il diritto di vedere il mio cliente. Volevano che io firmassi una confessione, ma non l’ho fatto a nessun costo. Sapevo che se lo facevo, essi l’avrebbero filmata a mia insaputa e mio fratello Li Heping e altri avvocati sarebbero stati colpiti!”. Dopo un momento di pausa ha aggiunto: “Non dite questo a nessuno. Tante persone saranno colpite”. Queste sono le esatte parole di Chunfu, e io non sono certa che tutti capiscano cosa significano.

Più tardi, in serata, Liping [v. foto 1, insieme al figlio e la marito, appena liberato] ha visto che I nervi di Chunfu si erano calmati un po’ e prendendogli le mani gli ha domandato con gentilezza: “Non hai preso le medicine in questi giorni?”.

Chunfu ha esitato qualche istante oi ha risposto: “Mi davano medicine tutti i giorni. In questi ultimi giorni non ne avevo. È insopportabile…”.

Chunfu no aveva pressione sanguigna alta e ieri all’ospedale i dottori hanno detto che la sua pressione sanguigna era normale. Ma nel centro di detenzione il dottore lo costringeva a prendere medicine tutti i giorni, dicendo che era per la sua pressione alta. La cura contro “l’ipertensione” è cominciata fin dal primo giorno del suo arresto.

Liping e io non ce la facevamo più – le lacrime scorrevano.

Stamane abbiamo portato fuori Chunfu per una passeggiata. Terrorizzato ha chiesto: “La polizia porterà via tutta la nostra famiglia?”.

 

Firmato:

Membri delle famiglie degli avvocati del 709

Wang Qiaoling (王峭岭, moglie Li Heping [李和平], fratello di Li Chunfu); 
Li Wenzu (李文足, moglie di Wang Quanzhang [王全璋])
; Bi Liping (moglie di Li Chunfu)

15 gennaio 2017

 

Addenda: Un messaggio di gratitudine da parte di Bi Liping

Voglio ringraziare tutti i nostri amici! Voglio anche dire a tutti i familiari degli avvocati per i diritti umani del 709: non siate gentili e silenziosi come me, altrimenti finirete di trovarvi nella situazione in cui sono io ora. Leviamoci, denunciamo i crimini della polizia di Tianjin. Esponiamoli alla luce del sole! Ringrazio tutti ancora per la vostra vicinanza. Il vostro interesse e amore ci ha dato energia per perseverare in tutto questo.

Bi Liping, moglie di Li Chunfu, avvocato del 709

15 gennaio 2017

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