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» 20/06/2012
EGITTO
Egitto, Mubarak in fin di vita dopo un infarto
Nella notte l'agenzia di Stato Mena lo aveva dichiarato clinicamente morto, ma poi ha smentito. Dopo l'infarto il rais è stato trasferito dal carcere all'ospedale militare di Maadi. Egli si troverebbe ora in coma e sostenuto da un respiratore artificiale. Ma persistono i dubbi sulle reali condizioni di salute.

Il Cairo (AsiaNews) - E' giallo sulle condizioni di salute dell'ex presidente egiziano Hosni Mubarak, 84 anni, da ieri in coma. L'ex rais, condannato all'ergastolo per responsabilità nella morte di 850 manifestanti di piazza Tahrir, era stato dichiaratato clinicamente morto dall'agenzia ufficiale Mena, che poi ha smentito la notizia. L'unica cosa certa è il suo trasferimento d'urgenza dal carcere in ospedale dopo un infarto. Egli sarebbe attaccato a un respiratore artificiale, ma vivo. Intanto, il Paese si prepara a una nuova ondata di proteste dopo i risultati delle elezioni presidenziali che saranno comunicati domani. Il testa a testa è fra Mohammed Morsy, Fratelli musulmani, che si è già proclamato vincitore, e Ahmed Shafiq, ultimo primo Ministro di Mubarak, appoggiato da esercito ed ex membri del regime.    

Il giallo sulle condizioni di salute del presidente egiziano è iniziato nel marzo 2011, dopo la sua deposizione causata dalle proteste oceaniche di piazza Tahrir. A tutte le sedute del processo per corruzione e strage, il rais si è sempre presentato sdraiato su una barella. Molti egiziani sostengono che il mostrarsi morente sia stata una tattica per impietosire i giudici e l'opinione pubblica e ottenere l'ergastolo invece della pena di morte. Il progetto del suo trasferimento dal carcere di Tora all'ospedale militare di Maadi era in programma dal 2 giugno, giorno della condanna definitiva, che è coinciso con un deterioramento delle condizioni di salute dell'ex presidente. A tutt'oggi nessun equipe di medici ha spiegato la natura della malattia del rais egiziano, che avrebbe sofferto di infarto e carenza respiratoria. 

Nato nel 1928, in una famiglia dell'alta borghesia, Hosni Mubarak entra nell'esercito poco più che maggiorenne dove diviene provetto pilota addestrato nelle scuole sovietiche. La sua consacrazione avviene nel 1973 durante la guerra del Kippur fra Israele ed Egitto, che gli vale i galloni di Maresciallo dell'Aria. La sua carriera all'interno dell'establishment politico militare inizia a metà anni '70 con Anwar al-Sadat, l'uomo della svolta egiziana e della pace con Israele succeduto  alla guida dell'Egitto dopo la morte di  Gamal Abd el-Nasser. Il 6 ottobre 1981 Mubarak è già vice-presidente, quando Sadat è assassinato da estremisti islamici durante una parata militare. Mubarak che occupa la sedia accanto al presidente rimane illeso, essendosi chinato per allacciarsi una scarpa: una coincidenza su cui i suoi detrattori speculeranno a lungo, affermando che fosse a conoscenza dell'imminente attentato.  

Assunte le redini del potere, le manterrà per oltre 30 anni, governando con pugno di ferro grazie allo stato di emergenza entrato in vigore a causa della morte di Sadat, che gli consentirà di controllare con grande efficacia ogni forma di opposizione. La repressione silenziosa di ogni dissenso, la lotta contro gli estremisti islamici e i rapporti con Israele, gli valgono il sostegno economico, politico e militare dei Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti.  

La crisi economica degli anni '90 causa un primo calo di consensi per Mubarak, la cui credibilità sarà successivamente segnata da alcune denunce per aver favorito il figlio 'Ala nei processi di privatizzazione delle imprese. Ma sarà soprattutto l'altro figlio, Gamal, scelto dal rais come suo delfino e inviso al popolo egiziano, a fargli attirare odi e rancori persino all'interno della sua stessa formazione politica, il Partito Nazionale Democratico. Nel 2005 il rais testa la sua forza politica alle elezioni presidenziali acettando per la prima uno sfidante: Ayman Abd El Aziz Nour, leader dell' El-Ghad Party (partito liberale laico). Mubarak vince con il 90% dei consensi, ma a differenza delle precedenti tornate elettorali la palese farsa fa aumentare il malumore della popolazione. Con la più grave crisi economica del 2007, le condizioni del popolo egiziano precipitano. Oltre il 50% dei giovani si ritrova con un'istruzione ma senza lavoro e molti decidono di emigrare in Europa o nei Paesi confinanti più ricchi come ad esempio Libia e Tunisia. Con gli attentati di Alessandria del 1 gennaio 2011, costati decine di morti si rompe anche il suo rapporto con le gerarchie della chiesa copto ortodossa egiziana. I sospetti ricadono infatti sui servizi segreti comandati dagli uomini del rais.

Crisi economica, Stato di polizia, repressione e le proteste oceaniche in Tunisia organizzate contro il rais Ben Alì, fanno esplodere l'ira della popolazione. Il 25 gennaio 2011, decine di migliaia di persone scendono in piazza Tahrir per la giornata della "collera" chiedendo la fine del regime, pieni diritti e la laicità dello Stato. Per 18 giorni milioni di manifestanti bloccano il Cairo, iniziando un braccio di ferro con il presidente e i suoi sostenitori. Nonostante i tentativi di mediazione con la folla, l'11 febbraio Omar Suleiman, vice-presidente, appare in tv e annuncia le dimissioni d Mubarak. L'ex presidente si rifugia a Sharm el-Sheik mentre il nuovo Egitto chiede a gran voce la sua incriminazione per la repressione e la corruzione del regime. Ad aprile del 2011 il ricovero in ospedale per problemi di cuore, poi il processo e la condanna all'ergastolo. (S.C.)

 

 


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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