01/12/2014, 00.00
TAIWAN
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Elezioni a Taiwan, crolla il Kuomintang: Troppo vicino ai poteri forti (e alla Cina)

di Xin Yage
Le municipali puniscono il Partito al governo, colpevole di aver ignorato le richieste dei giovani e di essersi inchinato troppo ai voleri di Pechino. Il primo ministro si dimette, il presidente Ma annuncia "cambiamenti" nella politica nazionale. Il Partito democratico progressista riprende forza in vista delle presidenziali 2016.

Taipei (AsiaNews) - Il primo ministro di Taiwan, Jiang Yi-huah, si è dimesso dopo la sconfitta subita dal suo Partito nazionalista (al governo) alle elezioni municipali dello scorso 29 novembre. I dati dimostrano come il Kuomintang (KMT) abbia perso il controllo di diversi distretti in tutta l'isola, compresa la capitale Taipei. Le elezioni del fine settimana sono state considerate da molti analisti una sorta di "test" sul riavvicinamento alla Cina continentale portato avanti dal governo in carica.

A Taipei il candidato indipendente Ko Wen-je (柯文哲) - sostenuto nella corsa elettorale dal Partito progressista democratico (DPP, 民進黨) - ha sconfitto il nazionalista, Sean Lien (連勝文). Tra le grandi municipalità il KMT ha vinto solo nella città di Nuova Taipei (新北市), mentre al sud e specialmente a Kaohsiung (高雄市) il sindaco del DPP, la carismatica signora Chen (陳菊), ha letteralmente travolto tutti gli altri candidati.

Diversi commentatori parlano di una "nuova generazione di votanti", di "generazione giovane" (年輕世代) come di qualcosa che ha colto di sorpresa il KMT anche alle urne e non solo nell'occupazione del Parlamento. Il giovane elettorato di Taiwan, quello di età tra i 20 e i 40 anni, si è recato in massa alle elezioni. Un professore di economia della National Taiwan University (國立臺灣大學) dice: "C'è molto malcontento, perché attualmente lo stipendio di più di tre milioni di impiegati di quell'età non raggiunge i 30mila dollari taiwanesi (circa 950 dollari). Questo è quanto gli analisti suggeriscono come prima causa: un malcontento economico. Le promesse di miglioramento da parte del KMT non sembrano funzionare per niente. Gli accordi commerciali con la Cina sono il risultato di sei anni di potere del KMT, ma il Partito sembra aver perso la confidenza di maggior parte dell'elettorato".

Il signor Chen, giornalista e analista politico, dice ad AsiaNews dopo la pubblicazione dei risultati: "La vittoria mediatica riguarda gli elettori dello smartphone su quelli della televisione, ossia la vittoria del mezzo principale usato dalla popolazione giovane". La campagna del KMT era basata sul fatto che "la Corea ringrazia Taiwan" (韓國謝謝台灣) per il fatto di essere in vantaggio negli accordi commerciali con altri Paesi, mentre l'isola si è negli ultimi mesi arenata nel firmare i patti con Pechino (oggetto delle proteste da parte dei giovani, col Parlamento occupato, lo scorso marzo). Una pubblicità ufficiale martellante, in molti casi, non funziona più perché ci sono molti modi per evitarla.

Internet è sempre più fondamentale, soprattutto per i nuovi elettori. E si è stanchi delle divisioni politiche tradizionali. Dice il professor Chen: "Forse la lezione più profonda è che l'elettorato giovane non crede più nella divisione blu o verde (KMT contro DPP) ma vuole una nuova forma di partecipazione politica che li renda protagonisti del proprio futuro e non burattini dei grandi interessi economici". I giovani sembrano dire: "Non importa chi sta al potere, l'importante è che faccia gli interessi dell'elettorato. Altrimenti non interessa di quale Partito siano, se gli elettori sono scontenti trovano la maniera di esprimere il malcontento senza ascoltare le linee ufficiali". Non c'è reale vantaggio se le grandi ditte vanno bene e conquistano il mercato cinese ma i salariati rimangono in uno stato di quasi sopravvivenza.

Il presidente nazionalista Ma Ying-jeou (馬英九) ha fatto sapere che "non pensa alle dimissioni" ma promette di riformare il Partito "per venire incontro ai segnali dell'elettorato e prepararsi alle sfide future". Sia per il governo che per l'opposizione, infatti, queste elezioni sono un indicatore importantissimo in vista di quelle presidenziali del 2016.

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