26/07/2018, 14.27
PAKISTAN
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Elezioni in Pakistan: Imran Khan si autoproclama vittorioso

Il partito dell’ex star del cricket ha già ottenuto 119 seggi; per avere la maggioranza, ne servono 137. Il fratello dell’ex premier Nawaz Sharif è fermo a 61 seggi. Osservatori Ue: “Il voto si è svolto in condizioni soddisfacenti”.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Imran Khan, leader del Pakistan Tehreek-i-Insaf (Pti) ed ex star del cricket sceso in politica negli anni ’90, proclama la vittoria del suo partito, nonostante il conteggio dei voti non sia ancora concluso. Apparendo in televisione intorno alle 17.15 di oggi (ora locale), il politico ha rivendicato il primato alle elezioni politiche che si sono tenute ieri in Pakistan.

A quasi 24 ore dall’inizio dello spoglio dei voti in Pakistan, ancora non è emersa la vittoria netta di nessun partito politico. Ma da ore tutti i media locali danno per scontata la vittoria di Khan. Con il 49% delle schede scrutinate (stando agli ultimi aggiornamenti), il suo partito ha già guadagnato 119 seggi all’Assemblea parlamentare, su un totale di 272 in palio. Per la popolazione, scesa in strada a festeggiare il presunto nuovo premier, il principale sfidante Shahbaz Sharif, leader del Pakistan Muslim League-Nawaz (Pml-N), fermo a 61 poltrone, non ha più alcuna speranza di recuperare.

Lo spoglio delle schede si svolge a rilento. A rallentare le operazioni sarebbe stato un guasto nel sistema di conteggio elettronico dei voti, per cui i funzionari stanno procedendo con la registrazione manuale. Per ottenere la maggioranza e formare il governo, sono necessari 137 seggi.

Ieri circa il 55% degli aventi diritto al voto (106 milioni di persone) si è recata alle urne, nonostante i timori per la sicurezza aggravati da alcuni attentati compiuti da militanti islamici a ridosso della tornata elettorale, l’11ma del Pakistan indipendente. La giornata è stata segnata anche da un nuovo bagno di sangue a Quetta, nelle vicinanze di un seggio, che ha provocato la morte di 31 persone e il ferimento di altre 50.

A contendersi i posti in Parlamento e nelle assemblee delle quattro province ci sono, rispettivamente, 3.459 e 8.396 contendenti. Oltre al partito dell’ex campione sportivo e a quello dell’ex primo ministro Nawaz Sharif (fratello di Shahbaz), che non ha potuto competere perché dietro le sbarre, vi è il Pakistan Peoples Party (Ppp) di Bilawal Bhutto Zardari, figlio della premier Benazir Bhutto assassinata nel 2007, che ha ottenuto 40 seggi.

Nonostante i ritardi abbianp sollevato accuse di brogli e corruzione da parte di esponenti del Pml-N, gli osservatori esterni ritengono che le operazioni di voto si siano svolte in maniera corretta. Michael Gahler, a capo della Missione dell’Unione europea per la sorveglianza delle elezioni in Pakistan (European Union Election Observation Mission to Pakistan), riferisce che le condizioni del voto sono state “soddisfacenti”. Allo stesso tempo, ha condannato l’attentato nel Balochistan: “Un atto deplorevole e codardo compiuto nel giorno in cui gli elettori in tutto il Pakistan avrebbero dovuto esprimere il voto in un ambiente pacifico, senza paura o ostacoli. La violenza non deve minare le elezioni e il processo democratico. Il nostro pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutta la popolazione del Pakistan”.

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