03/08/2020, 08.49
EMIRATI ARABI UNITI
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Emirati, la centrale nucleare di Barakah, la prima nel mondo arabo

Hamad Alkaabi, rappresentante presso l’Aiea: “Pietra miliare” per la nazione nella produzione di “energia pulita”. Dovrebbe riuscire a soddisfare fino al 25% del fabbisogno energetico del Paese. Per il Qatar costituisce una “palese minaccia” per la regione. 

Abu Dhabi (AsiaNews/Agenzie) - Nel fine settimana gli Emirati Arabi Uniti (Eau), uno dei più importanti produttori al mondo di petrolio, hanno annunciato l’avvio delle operazioni alla centrale nucleare di Barakah, la prima del mondo arabo. Hamad Alkaabi, rappresentante locale presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), conferma in una nota che l’impianto atomico “ha raggiunto la prima criticità e l’ha superata con successo”. Egli parla di “pietra miliare” per la nazione, nell’ottica di una produzione di “una nuova forma di energia pulita”. 

La centrale utilizza tecnologia sud-coreana e, nei giorni scorsi, ha avviato il processo di fissione nucleare in uno dei quattro reattori. Secondo la leadership degli Emirati, l’impianto di Barakah dovrebbe riuscire a soddisfare fino al 25% del fabbisogno energetico del Paese, nel contesto di un programma di rinnovamento delle fonti affrancato dal petrolio in un’ottica di sostenibilità. 

Tuttavia, alcuni analisti mettono in discussione la logica alla base del progetto, sottolineando che l’energia solare è molto più pulita, economica e ha maggiore senso in una regione piagata da terrorismo e tensioni politiche. Lo scorso anno il Qatar, rivale di Abu Dhabi (e Riyadh) nell’area, ha definito l’impianto di Barakah una “palese minaccia per la pace regionale e l’ambiente”. Scienziati ed esperti sottolineano inoltre il rischio di incidenti e dispersione di materiale radioattivo e inquinante nel Golfo. 

Incuranti delle critiche, i leader degli Emirati celebrano il successo dell’operazione. Il premier Eau e capo di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid Al-Maktoum, sottolinea l’iter compiuto sinora con il “caricamento di combustibile nucleare, il completamento dei test e il successo complessivo dell’operazione”. Egli parla inoltre di “passaggio chiave” nel cammino rivolto nella direzione di uno “sviluppo sostenibile”. 

A febbraio gli Emirati hanno iniziato a caricare il combustibile nucleare nel reattore di Barakah, dopo aver ricevuto il via libera al primo dei quattro reattori dagli esperti internazionali, aprendo così la strada alle operazioni commerciali. L’impianto costiero, ad ovest di Abu Dhabi, doveva avviare le operazioni a fine 2017 ma ha dovuto rimandare più volte per questioni normative e di sicurezza. 

Gli Emirati Arabi Uniti dispongono di notevoli risorse in termini di gas e petrolio, ma con una popolazione di 10 milioni di persone affamata di energia ha dovuto effettuare enormi investimenti nel settore delle energie pulite, inclusa quella solare. L’impianto di Barakah è il primo a livello regionale: l’Arabi Saudita, il principale esportatore mondiale di petrolio, prevede di costruire fino a 16 reattori nucleari, ma il progetto deve ancora concretizzarsi.

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