15/06/2019, 05.17
EMIRATI ARABI UNITI
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Emirati: riaperto il sito cristiano di Sir Bani Yas, il più antico del Paese

I lavori di restauro hanno permesso l’accesso a nuove aree del complesso, che comprende una chiesa e un monastero. Per le autorità musulmane locali il sito è motivo di orgoglio e conferma dell’importanza di dialogo interreligioso: è considerato un segno di tolleranza. Vicario d’Arabia: "Eventi che favoriscono i rapporti fra le fedi nel solco della visita di papa Francesco". 

Abu Dhabi (AsiaNews) - In questi giorni riapre al pubblico il complesso della chiesa e del monastero di Sir Bani Yas, il più antico sito cristiano degli Emirati Arabi Uniti (Eau). Esso si trova sull’omonima isola, che dista poco più di 200 km a sud-ovest di Abu Dhabi. Alla cerimonia di inaugurazione ufficiale il 13 giugno hanno presenziato il ministro della Tolleranza Sheikh Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, archeologi, esperti e diverse personalità cattoliche locali, fra le quali mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale. 

I lavori di restauro hanno permesso l’accesso a nuove aree del complesso - scoperto nei primi anni ’90 del secolo scorso nella zona orientale dell’isola e risalente al 6/700 d. C. - rimaste sinora interdette al pubblico. All’epoca del ritrovamento del sito erano emersi anche strumenti di selce risalenti al Neolitico e una struttura in pietra dell’età del Bronzo. 

L’area comprende i resti di un complesso di probabile origine nestoriana, all’interno del quale vivevano decine di monaci. “Il sito - ha sottolineato Shaikh Nahayan nel suo discorso - ha ricevuto una particolare attenzione dal padre fondatore degli Emirati, il defunto Shaikh Zayed Bin Sultan Al Nahyan, per il suo enorme significato e il grande valore storico”. 

“La chiesa e il monastero di Sir Bani Yas - aggiunge il ministro - mettono in luce la nostra storia a livello culturale, la sua esistenza è prova del fatto che i valori di tolleranza e accettazione nelle nostre terre affondano nei secoli”. Un patrimonio, prosegue, che “ci rende orgogliosi” e che sottolinea una volta di più “l’importanza del dialogo interreligioso e la collaborazione” oltre “all’apertura” degli Eau “verso altre culture”. 

Una inaugurazione, ricordano i leader musulmani locali, che si inserisce nelle iniziative dell’Anno della tolleranza. Esso giunge inoltre a pochi mesi dalla storica visita di papa Francesco negli Emirati, ad inizio febbraio, nel contesto della quale il pontefice e il grande imam di al-Azhar hanno sottoscritto il documento sulla Fratellanza umana per la pace nel mondo e la convivenza comune. 

Presente alla cerimonia di inaugurazione, il vicario apostolico d’Arabia ha sottolineato l’impegno della leadership degli Emirati nel preservare il patrimonio di altre religiosi diverse dall’islam, considerandole parte integrante della cultura nazionale. “Nemmeno io - ha detto il prelato - sapevo dell’esistenza di una chiesa negli Emirati così indietro nel tempo”. “Sono certo - ha aggiunto - che le persone vorranno sapere di più sul luogo di culto e sul suo passato. Questi eventi aprono la mente delle persone, un fatto molto importante, e favoriscono i rapporti fra le varie fedi” oltre a testimoniare “la tolleranza reciproca notevole” presente nell’area. 

La scoperta risale al 1992 e negli anni successivi, sono emersi alcune croci a conferma di un complesso di origine cristiana. Al suo interno sorgono una chiesa, un dormitorio, cimitero e refettorio dove i religiosi cucinavano pace e pesce pescato da loro stessi. I monaci appartenevano alle comunità cristiane oltre i confini dell’Impero romano; il sito ha continuato a prosperare per diverso tempo anche dopo la diffusione dell’islam nella regione araba. Tra il 2015 e il 2016, il dipartimento di Cultura e turismo di Abu Dhabi ha completato un piano finalizzato a preservare la chiesa, nel contesto di un piano più ampio di gestione dell’isola.

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