19/10/2019, 08.00
TURCHIA - SIRIA
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Erdogan allenta l’offensiva in Siria, non la repressione interna contro curdi e dissidenti

Almeno cinque primi cittadini nel sud-est del Paese sono in stato di arresto. Semire Nergiz e Ferhat Kut sono accusati di appartenenza a una organizzazione terrorista. Remziye Yasar e Irfan Sari nel mirino per articoli e interviste. Le autorità hanno fermato anche 24 blogger; in due settimane 186 arresti complessivi. 

Istanbul (AsiaNews) - Il governo turco ha accolto la proposta Usa di una tregua di cinque giorni nell’offensiva contro le milizie curde Ypg, ma non ferma la campagna di repressione interna contro dissidenti e oppositori della politica del “Sultano” Recep Tayyip Erdogan. Una stretta che ha portato al fermo di almeno cinque sindaci e all’arresto di decine di internauti e blogger, con l’accusa di aver promosso una “campagna diffamatoria” contro l’esercito. 

Le autorità turche hanno rimpiazzato in queste ore i sindaci di alcune cittadine del sud-est del Paese, area a maggioranza curda. Gli amministratori sono tutti esponenti locali del partito di opposizione filo-curdo Peoples’ Democratic Party (Hdp) e provengono da Hakkari, Yuksekova e Nusaybin.

Tutti e cinque sono rinchiusi in carcere dal 17 ottobre scorso in attesa del processo. Altri due co-sindaci del distretto di Erics sono stati arrestati all’inizio della settimana e sono al momento in regime di custodia cautelare, a disposizione della magistratura turca. 

Nelle città in cui governa un proprio esponente, l’Hdp per favorire la parità di genere nomina un sindaco uomo e una collega donna, con lo stesso ruolo e grado di responsabilità. Semire Nergiz e Ferhat Kut, primi cittadini di Nusaybin, sono accusati di appartenenza a una organizzazione terrorista e sono stati rimpiazzati da un funzionario nominato ieri dal governo centrale di Ankara. 

Secondo quanto riferisce l’Hdp, i due sindaci di Yuksekova Remziye Yasar e Irfan Sari sono stati arrestati per le loro interviste, gli articoli di giornale e i post pubblicati sui social media. 

Di contro, non si conoscono invece le accuse che hanno portato al fermo di Cihan Kahraman, sindaco di Hakkari. 

Nusaybin è una cittadina della provincia sud-orientale di Mardin, che sorge poco distante dal confine con la Siria. Hakkari e Yuksekova sorgono invece nei pressi della frontiera con l’Iran. L’Hdp è l’unico partito del panorama politico e istituzionale turco ad aver criticato in modo aperto l’offensiva turca contro le milizie curde Ygp oltreconfine, bollandola come un “tentativo di invasione”. Diversa la posizione della maggioranza degli altri partiti e movimenti, anche dell’opposizione, che si mostrano compatti nel sostenere la campagna militare voluta da Erdogan. 

Nel frattempo dal 9 ottobre scorso, quando è iniziata l’offensiva contro i curdi, le forze di sicurezza turche hanno arrestato 24 internauti  per aver promosso “campagne diffamatorie” nei confronti dei militari. A riferirlo è l’agenzia ufficiale Anadolu, secondo cui il bilancio complessivo di queste ultime due settimane sale a 186 fermi; di questi, una quarantina sono stati rilasciati in attesa di processo, mentre 124 si trovano sotto custodia giudiziaria. Le unità informatiche del ministero degli Interni continuano l’attività di monitoraggio e pattugliamento sul web, per “identificare post” sui social media considerati alla stregua di “attività criminali”.

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