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    » 14/08/2012, 00.00

    RUSSIA

    Ex ideologo del putinismo torna alla guida degli Affari religiosi

    Nina Achmatova

    Surkov nominato a capo della commissione governativa per i rapporti con le religioni. L'approvazione del Patriarcato. Esperti: Mosca intende prendere decisioni radicali sulle questioni che riguardano le relazioni interreligiose.

    Mosca (AsiaNews) - La Chiesa russa ortodossa ha espresso soddisfazione per il ritorno dell'ex ideologo del Cremlino, il vice premier Vladislav Surkov, a capo della commissione Affari religiosi presso il governo russo.

    "Vladislav Yuryevich è un intellettuale di livello ed è interessante e piacevole lavorare con lui", ha commentato l'arciprete Vsevolod Chaplin, capo del Dipartimento sinodale per le relazioni tra Chiesa e società dopo la notizia della nomina arrivata il 13 agosto.

    Teorico della 'democrazia sovrana' di Vladimir Putin (con cui si giustificano le violazioni delle norme democratiche in nome della sovranità nazionale), Surkov si occuperà per conto del governo di Dmitri Medvedev degli affari religiosi, settore al momento sotto forte pressione per il caso delle Pussy Riot, la band femminile che rischia il carcere per aver intonato una preghiera punk contro Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

    Quarantasette anni, Surkov era stato allontanato dal suo posto di primo vice capo di gabinetto della presidenza russa a dicembre, dopo le proteste di piazza conto Putin. Quest'ultimo, ancora premier ma già candidato favorito alle presidenziali, l'aveva allora chiamato nel suo esecutivo per affidargli proprio la guida della commissione affari religiosi, posto mantenuto fino a giugno, quando il nuovo premier Medvedev l'aveva sostituito con Olga Gorodets.

    Secondo il quotidiano economico Vedomosti, il ritorno di Surkov alla gestione dei rapporti con le organizzazioni religiose corrisponde alla "difficile situazione relativa alla leadership delle religioni tradizionali". Il patriarca di Mosca Kirill è stato oggetto di una serie di scandali che lo hanno ritratto come un uomo che vive nel lusso e nell'agio. Kirill è stato poi fortemente criticato dalla società civile e dagli stessi fedeli per la sua posizione troppo dura contro le ragazze delle Pussy Riot, per le quali non ha mai espresso parole di misericordia.

    Ma non è solo l'ortodossia a vivere un momento di forti tensioni. Anche l'islam, seconda religione in Russia, sta combattendo con l'estremismo in una zona finora esempio di convivenza pacifica come il Tatarstan. In questa  repubblica autonoma nel sud del Paese un duplice attentato contro religiosi musulmani moderati, il mese scorso, ha fatto scattare l'allerta per il diffondersi del wahhabismo proveniente dal Caucaso settentrionale.

    Anche il mufti di Cecenia, Sultana Mirzayev, ha espresso soddisfazione per il ritorno di Surkov agli Affari religiosi. "Si tratta di una persona responsabile e di un politico saggio - ha commentato a Interfax - conosce bene la materia e la sua nomina fa capire che il governo intende prendere decisioni radicali sulle questioni che riguardano le relazioni interreligiose".

     

     

     

     

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