16/01/2008, 00.00
SRI LANKA
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Fine della tregua: bomba uccide oltre 20 persone; bambini fra i feriti

Nel giorno dell’abbandono formale della tregua da parte del governo, un attentato a Buttala colpisce un autobus con a bordo molti bambini. La preoccupazione dell’inviato di pace giapponese: la fine del cessate-il-fuoco porterà maggiori violenze. Dall’annuncio dell’uscita dal cessate-il-fuoco, due settimane fa, sono già 300 le vittime solo al nord.

Colombo (AsiaNews/Agenzie) – Una bomba è esplosa stamattina nel sud-est dello Sri Lanka, uccidendo almeno 24 persone e ferendone altre 67. L’attentato, subito attribuito dalle autorità ai ribelli delle Tigri tamil, è avvenuto a Buttala: l’ordigno ha colpito un autobus che trasportava civili, tra i quali molti bambini che si recavano a scuola. Una seconda esplosione ha preso di mira un veicolo blindato dell'esercito a 20 km di distanza dalla prima, ferendo tre soldati.

 Si apre così la giornata che segna l'abbandono formale da parte del governo del cessate-il-fuoco siglato nel 2002. Nonostante la mossa fosse stata anticipata da alcune settimane, i ribelli si sono detti “scioccati e delusi” per la fine della tregua, effettivamente mai rispettata da entrambe le parti.

 "Le vittime – riferisce il portavoce dell'esercito, Udaya Nanayakkara - sono tutte civili; in questa zona i terroristi sono disperati e ora prendono di mira la popolazione". L'esplosione a Buttala è solo l'ultima di una serie di violenze di cui sono state accusate le Tigri. Queste lottano per creare uno stato indipendente nella parte nord ed est dell'isola. La guerra civile, scoppiata nel 1983, ha provocato più di 70mila morti. Da quando, due settimane fa, Colombo ha avvertito dell’uscita dalla tregua, si sono registrate 300 vittime sul fronte settentrionale.

 L’inviato di pace giapponese, Yasushi Akashi, arrivato due giorni fa in Sri Lanka si è detto preoccupato che la fine del cessate-il-fuoco possa portare a sempre maggiori violenze e perdite civili. In seguito alla decisione del governo di abbandonare la strada di una soluzione politica al conflitto, è stata cancellata la Sri Lankan Monitoring Mission, uno dei pochi gruppi indipendenti con accesso ad entrambe le zone di guerra - quelle sotto controllo dell’esercito e quelle in mano ai ribelli - e in grado di documentare le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel Paese.

 

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