17/02/2011, 00.00
ASIA
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Forte fiammata inflazionistica provocata dall’aumento dei prezzi alimentari

di Maurizio d’Orlando
Un rapporto dell’Osservatorio sui prezzi alimentari della Banca mondiale conferma la crescita dei prezzi, globalmente salito del 15% da ottobre a gennaio. Per i Paesi più poveri ciò ha conseguenze particolarmente pesanti e sta causando tensioni sociali e rivolte.

Milano (AsiaNews) - Un rapporto della Banca mondiale (BM), “Osservatorio sui prezzi alimentari”, appena pubblicato, conferma che l’incremento dei prodotti agricoli ha provocato una forte fiammata inflazionistica dei beni di consumo alimentari per i Paesi del mondo a più basso reddito (vedi AsiaNews del 4.2.2011: Rischi sociali per la crescente incertezza mondiale dei prezzi degli alimenti) ed in particolare di quelli che vivono in condizioni di estrema povertà (sono definiti tali quei Paesi in cui in media la popolazione vive, a parità di potere d’acquisto, con meno di ,25 al giorno pro capite). L’indice globale dei prezzi alimentari, GPA, (“Global Food Prices”, GFP index secondo l’acronimo inglese) calcolato dalla BM per questi paesi è cresciuto del 15 per cento da ottobre a gennaio, mentre su base annua l’incremento è stato del 29 %. Particolarmente sensibili sono stati gl’incrementi dei prezzi di grano, mais, zucchero ed oli alimentari. La BM stima che questa fiammata inflazionistica ha fatto incrementare a livello mondale di 44 milioni il numero di persone al di sotto della soglia di estrema povertà.

Per alcuni Paesi dell’Asia l’incremento di prezzi del grano è stato particolarmente sensibile.  In Kirgizistan è stato del 54%, del 45% in Bangladesh), del 37% in Tagikistan, del 33 % in Mongolia, del 31 % in Sri Lanka, del 24 % in Azerbaigian, del 19 % in Afghanistan (19%), e del 16 % in Pakistan.

 

Grano

Incremento dei

prezzi (%)

Contributo in % calorie

Prezzi internaz. HRW  in $, per resa  cif porti Usa del Golfo del Messico

75

 

Kirghizistan (prezzi al dettaglio, Bishkek)

54

40

Bangladesh (prezzi al dettaglio, media naz.)

45

6

Tagikistan (prezzi al dettaglio, media naz.)

37

54

Mongolia (prezzi al dettaglio, Ulan-Bator)

33

42

Sri Lanka (prezzi al dettaglio, Colombo)

31

14

Azerbaigian (prezzi al dettaglio, media naz.)

24

57

Afghanistan (prezzi al dettaglio, Kabul)

19

..

Pakistan (prezzi al dettaglio, Lahore)

16

37

Per altri paesi asiatici è più significativo l’incremento del prezzo del riso.

Riso

Incremento dei

prezzi (%)

Contributo in % calorie

Prezzi internaz. in  (riso “Thai rotto 5 % max.” per resa Fob Bangkok)

17

 

Vietnam (prezzi al dettaglio, Dong Thap)

46

59

Bangladesh (prezzi al dettaglio, Dhaka)

19

70

Pakistan (prezzi al dettaglio, Lahore)

19

6

Indonesia (prezzi al dettaglio, media naz.)

19

50

Il rapporto della BM non fornisce i dati dei maggiori paesi asiatici sopra la suddetta soglia di povertà e chiarisce che la fonte dei dati sono la FAO, GIEWS .

L’incremento dei prezzi agricoli – in media del 60 %  – ha ben poco a che fare con fattori di scarsità fisica (la diminuzione di raccolti di cerali è diminuita solo del 2 % –  dopo che vi erano state nei tre precedenti anni primati storici di produzione). Da quando la Federal Reserve americana ha dato avvio lo scorso ottobre ad un’ulteriore forte espansione monetaria, la QE2 anche molte materie prime non agricole sono ai massimi storici (cotone, stagno, gomma e molte altre) ed altre hanno registrato vistosi incrementi come ad esempio il petrolio (con il dated Brent a 104 $ al barile, ad esempio. Ricordiamo che la forte espansione monetaria è conseguenza sia dell’enorme manovra finanziaria attuata sia dal governo del presidente Bush – con il sostegno parlamentare di entrambi gli schieramenti, democratici e repubblicani – sia da Obama con l’operazione di “Stimolo economico”, che dell’autonoma decisione della Fed di avviare il programma denominato QE”. Tutto il complesso di tali manovre finanziarie sono state attuate per salvare le grandi finanziarie americane e le maggiori banche dallo stato fallimentare in cui si trovavano in seguito alla bolla dei mutui sub-prime. Deve invece ancora scoppiare la ben maggiore bolla dei derivati (il cui valore è circa 15 volte quello di tutto il PIL mondiale).

Secondo la BM questi incrementi dei prezzi alimentari hanno creato delle “macro vulnerabilità”.

Traducendo dal gergo iniziatico degli economisti, la causa delle tensioni sociali e delle sollevazioni popolari è data dall’aumento dei prezzi alimentari. 

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