01/10/2008, 00.00
ASIA - USA
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Timida ripresa e molto pessimismo nei mercati asiatici

La borsa di Tokyo chiude a più 1%, ma i dati sulla fiducia nel mercato sono negativi: segno di pessimismo. Si attende il voto del senato Usa sul nuovo pacchetto di salvataggio della finanza, ma l’opinione pubblica chiede che chi ha sbagliato – gli istituti di credito – paghi. Economisti: lo Stato non intervenga sul mercato.

Tokyo (AsiaNews) – Non si registrano grandi movimenti nel mercato asiatico anche se si è diffusa la notizia che il senato Usa entro questa sera voterà un nuovo piano di emergenza finanziaria. Diversi mercati – Shanghai, Hong Kong, Singapore - sono chiusi per festa. L’indice Nikkei di Tokyo ha registrato un incremento dell’1%. Altri mercati hanno avuto crescite più considerevoli: Australia 4% e Nuova Zelanda 3%.

Ma a detta di esperti del settore tutto il mercato finanziario è “paralizzato” perché non si riesce ad avere fiducia nei crediti disponibili.

Anche in Europa i segni sono contraddittori. Tutti sperano nell’approvazione da parte del senato Usa del pacchetto di 700 miliardi di dollari per il salvataggio della finanza.

Il pacchetto è simile a quello già bocciato dal Congresso due giorni fa, con qualche accorgimento in più. Ma la maggior parte dell’opinione pubblica americana rimane contraria  al salvataggio degli istituti finanziari primi responsabili della crisi. Molte persone si domandano perché i contribuenti americani dovrebbero pagare per gli errori degli altri, quando per anni il mondo finanziario e i suoi manager hanno vissuto nella spensieratezza e nel lusso sfacciato. Anche personalità del mondo dell’economia chiedono che lo Stato non intervenga a salvare le banche, ma lasci il mercato aggiustarsi da sé.

Intanto, all’inizio del nuovo trimestre, la Banca del Giappone ha pubblicato i dati sulla fiducia del mondo del commercio nell’economia. Il dato è a – 3, 5 punti in meno che nel precedente trimestre.

Il dato non era negativo dal 2003. Ciò significa che le maggiori compagnie giapponesi sono pessimiste riguardo alle condizioni in cui operano.

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