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» 13/04/2010 12:34
INDIA
Gaurav: La musica gregoriana mi ha portato a Cristo
di Nirmala Carvalho
Storia della conversione di un giovane indù gujarati. Dal fascino per la musica sacra alla scoperta dell’amore di Cristo sulla Croce. Ora vuole diventare sacerdote e il missionario.

Mumbai (AsiaNews) – Coi suoi due metri e passa di altezza, Gaurav sembra proprio guardare dall’alto in basso la gente. Questo giovane gujarati si è convertito alla fede cristiana perché rapito dalla musica cristiana del Medioevo e del Rinascimento: la musica corale ha svegliato in lui la ricerca della bellezza.
 
Gaurav Shroff è nato il 30 dicembre 1972 all’ospedale dell’Holy Family di New Delhi (“Spesso scherzo con i miei genitori e dico che nascere all’Holy Family è stato come un destino per me!?). La sua prima infanzia l’ha passata a Bethesda, MD (un quartiere residenziale di Washington DC), dove suo padre ha lavorato per la Banca mondiale. Quando lui aveva 6 anni, la famiglia è ritornata in India e lui ha studiato presso la St. Xavier’s Loyola Hall, Ahmedabad, dove è stato membro del coro. La sua sola conoscenza dei cristiani era ridotta a poche cose: non parlavano bene le lingue gujarati o hindi e seppellivano [invece di cremare- ndr] i loro morti. E questo lo ha incuriosito.
 
Gaurav spiega così la sua educazione religiosa: “Mio padre ha lavorato alla Banca mondiale e poi come redattore dell’Economic Times; mia madre è stata la prima donna esattrice del distretto del Gujarat. Avevano una certa enfasi sui valori indiani della tradizione, ma mi hanno introdotto soprattutto a valori laici e ideali umanisti. È stata mia nonna a introdurmi alle antiche storie della religione indù: l’epica dei Mahabharata, i Ramayana e la Bhagavad Gita”.
 
“È stato l’elemento estetico – spiega ancora – che mi ha rapito, la bellezza della musica sacra nella mia prima partecipazione a un’eucaristia al collegio St. Xavier di Mumbai, il 15 agosto, festa dell’indipendenza dell’India e giorno dell’Assunta. La musica sublime della messa, mi ha dato la certezza della presenza di Dio; il canto gregoriano faceva elevare il mio spirito, creando in me un senso di meraviglia per il Sacro. Quasi d’istinto sono stato trascinato dalla bellezza estetica di quell’eucaristia e questa esperienza mi ha riempito di un’immensa gioia”.
 
Così, il giovane 18enne, idealista, occidentalizzato, di alta casta indù, che studiava musica classica dell’Hindustan, ha cominciato a studiare la storia della Chiesa cercando di comprendere “cosa aveva ispirato il genio dei grandi musicisti per comporre alcuni dei più grandi lavori classici in onore della divinità e porre la loro arte a servizio della liturgia”.
 
Gaurav ha speso ore ed ore sui libri della biblioteca della scuola, imparando da solo il latino del messale antico per comprendere i canti gregoriani del Credo, del Gloria e delle altre parti della messa.
 
Era rimasto così affascinato dalla musica sacra che una volta, accompagnato dal padre, ha partecipato anche alla messa di mezzanotte di Natale nella cattedrale dell’Holy Name di Mumbai. Vistolo così interessato alle liturgie solenni, l’anno dopo i suoi compagni lo hanno allora invitato al Triduo pasquale, con un’unica indicazione: non deve andare a prendere la comunione.
 
Ne ’91, Gaurav partecipa alla messa in Coena Domini del Giovedì santo nella cattedrale. “Nessuno mi aveva preparato alla visione della lavanda dei piedi. Osservavo con meraviglia l’arcivescovo Pimenta che deposte le vesti liturgiche e inginocchiatosi, comincia a lavare i piedi di 12 uomini. Non avevo mai assistito a una umiltà simile in un leader spirituale”. Gaurav inizia a pensare sulla natura di questi sacerdoti, questi leader che fanno il lavoro dei servi: un concetto totalmente nuovo per lui.
 
Alla celebrazione del Venerdì santo – dato che i suoi amici gli avevano detto solo di non accostarsi alla comunione – si mette in coda per venerare la Croce. “Non appena mi sono inginocchiato e ho baciato la Croce, è sorta una voce nel mio cuore che diceva: Io sono morto per te. Sono scoppiato in un pianto senza freno, e sebbene non capivo il significato, ero certo che il Cristo crocifisso mi amava. Non era più questione di musica ormai: volevo conoscere chi era Gesù. O Gesù era un pazzo o era Dio”.
 
Gaurav comincia a studiare di tutto sulla fede cattolica, la Bibbia e partecipa alla messa della domenica. Nel 1993, mentre è a un ritiro tenuto dai gesuiti e prega di notte davanti al Santissimo sacramento, sente “la presenza di Dio, il Suo profondo amore per me e nel buio sono stato illuminato: la mia vita appartiene a Gesù, per conoscerlo, amarlo e servirlo. È questa la mia missione e vocazione: mi sentivo chiamato al sacerdozio”.
 
“Dopo ciò, ho avuto anche una serie discussione con i miei parenti sulla mia decisione di diventare cattolico ricevere il battesimo. La risposta di mio padre è stata: “Hai la nostra benedizione a patto che tu non tagli i rapporti con la famiglia e no ti metta a fare violento proselitismo”.
 
Il 15 agosto del ’94, festa dell’Assunzione, Gaurav è stato battezzato nella chiesa di St. Peter’s a Bandra, circondato da 20 suoi amici, indù, cristiani, musulmani.
 
Due settimane dopo, Gaurav va negli Stati Uniti a studiare, in un clima intellettuale pieno di sospetti verso la Chiesa cattolica. “Dio mi è stato sempre fedele e sotto la protezione della Madre di Dio ho perseverato nella fede. I quattro anni seguenti sono stati un periodo in cui Dio mi ha mostrato la mia realtà, ma perfino dentro le crisi, la chiamata al sacerdozio rimaneva ferma. Per discernere e comprendere il piano di Dio sulla mia vita, nel ’98 ho iniziato un corso di studi superiore in religione presso l’università della South Carolina. Mi sono laureato nel 2001, con una specializzazione nel Nuovo Testamento”.
 
Nel 2001 egli comincia pure a lavorare a tempo pieno nel Centro cattolico studentesco St Thomas More dell’università e come ministro associato del campus è responsabile della formazione e del catechismo nella piccola parrocchia universitaria. Nel 2006 il suo desiderio di evangelizzare lo porta ad entrare nel noviziato dei padri Paolisti (Paulist Fathers, un ordine religioso americano), andando a vivere a Washington DC.
 
“Nel 2006 a mio padre hanno scoperto un cancro ai polmoni all’ultimo stadio. Avevo avuto sempre uno stretto legame con lui e questa notizia è stata devastante. Tutto è avvenuto poco tempo prima della mia entrata nel noviziato. Ma ho potuto passare alcuni mesi con lui prima di andare a Washington. Nella sua generosità Dio ha permesso che potessi passare insieme a mio padre le ultime settimane della sua vita”.
 
Nel 2007 Gaurav discerne che Dio lo chiama la sacerdozio diocesano e chiede di entrare nel seminario dell’arcidiocesi di Atlanta. Dopo un periodo di lavoro pastorale nella diocesi, nel 2008 egli viene accolto nel seminario di Mount St Mary a Emmitsburg, (Maryland).
 
Ad oggi ha concluso il primo anno di studi teologici e “se Dio vuole – aggiunge – sarò ordinato diacono nel 2012 e sacerdote nel 2013 per l’arcidiocesi di Atlanta”.
 
“L’intervento di Dio ai piedi della Croce, nel 1991, ha davvero cambiato il corso della mia vita per sempre…. L’evangelizzazione e il sostegno alla missione dei laici saranno la mia preoccupazione centrale. Vedo la mia missione come uno che guida, santifica, insegna ai laici, ma non come a dei passivi recipienti… Io li aiuto a far emergere i loro doni e carismi, così che essi stessi siano pronti a portare il Vangelo nel mondo e condividere la missione della Chiesa”.
 
“Attraverso la mia vocazione – conclude- spero di proclamare l’amore del Cristo crocifisso alla gente e portare il nostro popolo a mettersi in contatto con Gesù Cristo, per conoscerlo ed avere un profondo rapporto con Lui, che è la fonte del mio amore e della mia gioia”.
 
 

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