27/04/2019, 09.32
ISRAELE – RUSSIA – UCRAINA
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Gerusalemme, la Pasqua ortodossa si tinge dello scisma russo-ucraino

di Vladimir Rozanskij

Il Patriarca Teofilo di Gerusalemme vieta la partecipazione degli ucraini alle feste pasquali in Terra Santa. Agli ortodossi “scismatici” viene proibita persino la preghiera nei Luoghi Santi. La gratitudine di Mosca.

Mosca (AsiaNews) - Nei giorni di Pasqua, gli ortodossi guardano in modo particolare al Santo Sepolcro di Gerusalemme, luogo della memoria della morte e della risurrezione di Cristo, ma anche terreno di affermazione della “vera Ortodossia” e della denuncia di ogni eresia e ogni scisma. Non a caso nelle settimane quaresimali viene proclamato il “trionfo dell’Ortodossia” e i fedeli sono sollecitati a scambiarsi il reciproco perdono, soprattutto per le debolezze di fede. Quest’anno in particolare la grande “debolezza” riguarda la divisione tra russi, ucraini e greci, che provoca conflitti non solo nelle chiese, ma anche nelle case e nelle famiglie, e ha portato all’esclusione degli ucraini dalle feste pasquali in Terra Santa.

Non sono pochi infatti i nuclei familiari, soprattutto in Russia e Ucraina, dove i membri appartengono a giurisdizioni reciprocamente ostili (patriarcato di Mosca o di Costantinopoli, Chiesa autocefala di Kiev o Esarcato russo d’Europa e altre ancora). Per evitare qualunque ambiguità, il patriarca Teofilo di Gerusalemme ha proibito a tutti i membri della nuova Chiesa ucraina autocefala, ecclesiastici e laici, che si trovino sul territorio del patriarcato, di prendere parte alle funzioni religiose. “Nessuna forma di partecipazione, neanche la semplice preghiera sui luoghi santi, per i rappresentanti di queste strutture scismatiche”, recita il comunicato ufficiale.

Teofilo è da sempre molto legato ai russi, che hanno sollecitato con forza queste drastiche misure. Queste sono state enfatizzate dalle dichiarazioni del capo del servizio stampa del patriarcato di Mosca, padre Aleksandr Volkov.: “Gli scismatici hanno tentato in vari modi di intromettersi nelle funzioni ortodosse di Gerusalemme”. Egli ha quindi espresso gratitudine al patriarca Teofilo “per la sua ferma posizione circa l’impossibilità di partecipazione degli scismatici ai riti celebrati dai sacerdoti delle Chiese ortodosse canoniche presso i santuari della Terra Santa”.

In particolare, gli “scismatici ucraini” verranno tenuti alla larga dal “fuoco di Grazia” del Santo Sepolcro, considerato un miracolo “esclusivamente ortodosso”. Anche quest’anno, come succede dal 2003, i russi hanno organizzato in proposito una delegazione della fondazione di “S. Andrea Protoclito”, benedetta dal patriarca e finanziata da rappresentanti di primo livello del potere economico e politico russo, alcuni dei quali sono alla testa del gruppo. La delegazione è stata questa volta rafforzata fino a oltre cento persone, tra pellegrini e servizio d’ordine; partita venerdì dall’aeroporto di Vnukovo a Mosca, partecipa alle funzioni del sabato santo e della veglia pasquale allo scopo di raccogliere le “sante fiammelle” per i fedeli russi.

Il “fuoco santo” si accende miracolosamente sul Santo Sepolcro la vigilia della risurrezione di Cristo alla Pasqua ortodossa, in un’enorme lampada riempita di olio con 33 candele, che simboleggiano gli anni della vita di Gesù. Durante il sabato santo vengono spente tutte le luci e le candele della basilica, e i patriarchi si dispongono davanti al lucernario, in attesa del miracolo del fuoco che “discende” sopra di essi. Nella storia nessuno è riuscito a spiegare l’origine del miracolo, nonostante molti tentativi.

Subito le fiamme vengono suddivise per essere portato nelle terre ortodosse, e la maggioranza di esse viene requisita dai russi, i più devoti a questa tradizione. La notte stessa del 27 aprile la delegazione ritorna a Mosca, accolta da una grande folla all’aeroporto di Vnukovo, ognuno con la propria lampada da portare dappertutto. La fiamma più grande viene portata alla cattedrale di Cristo Salvatore, dove il patriarca Kirill dà inizio alla celebrazione al grido “Cristo è risorto!”, a cui tutti rispondono “Veramente è risorto!”, accendendo quindi la candela dalla fiamma miracolosa per comporre la processione iniziale della Veglia pasquale. Al metropolita Epifanyj di Kiev, quest’anno, toccherà invece farsi preparare un “falò autocefalo”, sperando nel miracolo di una futura riconciliazione tra tutte le Chiese ortodosse.

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