08/09/2018, 08.30
PAKISTAN
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Giustizia e pace chiede al nuovo governo un Ministero per le minoranze

di Kamran Chaudhry

L’organismo della Conferenza episcopale pakistana porge i suoi auguri all’esecutivo di Imran Khan. Mons. Joseph Arshad: “Il Pakistan appartiene alle minoranze tanto quanto alla maggioranza”. Preoccupazioni per l’aumento dei prezzi e l’affissione di pubblicità in cui i cristiani vengono descritti come “adatti a fare solo gli spazzini”.

Lahore (AsiaNews) – La Commissione nazionale Giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana chiede al nuovo governo di Imran Khan di creare un Ministero per le minoranze. La proposta è contenuta in una dichiarazione diffusa il 6 settembre, nella quale l’organismo ecclesiale porge anche gli auguri al vincitore delle elezioni che si sono tenute a fine luglio.

La dichiarazione congiunta è a firma di mons. Joseph Arshad, presidente della Ncjp, p. Emmanuel Yousaf, direttore nazionale, e Cecil Chaudhry, direttore esecutivo. I massimi esponenti della Commissione chiedono che il nuovo esecutivo “promuova la libertà di pensiero, abolisca la corruzione ed elimini la discriminazione religiosa in Pakistan”.

L’organismo esprime apprezzamento per la transizione democratica avvenuta con successo e ritengono che la creazione del Ministero per le minoranze debba essere creato sia a livello provinciale che federale, in modo da garantire il massimo della rappresentanza politica. Mons. Arshad afferma: “La prima responsabilità del governo è proteggere le minoranze. Il Pakistan appartiene alle minoranze tanto quanto alla maggioranza”. Poi assicura: “Collaboreremo con il neo-eletto esecutivo in ogni modo, per il progresso e la pace”. Secondo p. Yousaf, il governo “deve rafforzare le istituzioni democratiche, promuovere lo stato di diritto, prestare particolare interesse verso sanità, educazione e benessere sociale”.

Il documento riporta inoltre le crescenti preoccupazioni tra gli attivisti liberali e i leader delle minoranze. Molti hanno espresso riserve sull’aumento dei prezzi, sull’assenza di esponenti delle minoranze nel nuovo governo e su alcune pubblicità rivolte agli “spazzini cristiani”.

Farooq Tariq, segretario generale dell’Awami (Public) Workers Party, afferma ad AsiaNews che il governo di Imran Khan “persegue politiche neo-liberiste e di privatizzazione. Le manovre per l’austerità e gli slogan che inneggiano alla semplicità sembrano fuorvianti, date le sue politiche contro i poveri. Sono in aumento le interruzioni di corrente elettrica. Le tasse sono aumentate, il costo del gas domestico è cresciuto del 46%”.

Sulla questione degli annunci pubblicitari rivolti nello specifico ai cristiani, il professor Anjum James Paul, direttore di Pakistan Minorities Teachers' Association, lamenta: “I cristiani sono stati privati dei loro diritti umani fondamentali. Il nostro cuore è infranto quando leggiamo che l’unico compito dei cristiani è spazzare [le strade]. Anche i musulmani vengono assunti come netturbini, ma poi non svolgono le loro mansioni”. “Non c’è alcuna speranza – conclude Tariq – che il nuovo governo mandi un messaggio positivo alla classe lavoratrice e alle minoranze. Questo è un governo di estrema destra che ha conquistato il potere grazie all’aiuto di industriali ed esercito. Non farà nulla per contrariare i fanatici religiosi, perché Imran Khan non vuole perdere il loro sostegno. L’attuale governo non considera le minoranze come cittadini uguali [agli altri]”.

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