18/11/2019, 15.39
SRI LANKA
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Gotabaya Rajapaksa giura come settimo presidente dello Sri Lanka

di Melani Manel Perera

La cerimonia è avvenuta questa mattina in un complesso buddista nell’antica capitale. L’elettorato si è diviso su linee confessionali ed etniche. Gotabaya assicura neutralità in politica estera, anche se in campagna elettorale aveva promesso fedeltà alla Cina.

Colombo (AsiaNews) – Gotabaya Rajapaksa, 70 anni, è il nuovo presidente dello Sri Lanka. Questa mattina egli ha prestato giuramento davanti al presidente della Corte suprema, alla presenza del fratello ed ex dittatore Mahinda, e dei leader delle opposizioni. Osteggiato da tamil e musulmani, egli ha vinto grazie al sostegno della maggioranza singalese buddista. In campagna elettorale il nuovo presidente aveva ribadito la vicinanza alla Cina. Oggi invece nel suo primo discorso egli ha promesso: “Vogliamo rimanere neutrali nelle relazioni con i Paesi esteri e restare al di fuori dei conflitti tra le potenze mondiali. Chiediamo pertanto alle nazioni straniere di rispettare la nostra sovranità e unità nazionale”.

La cerimonia di giuramento si è svolta sulla Maha Maluwa [grande terrazza, ndr] del Ruwanweli Seya [stupa buddista], nella città di Anuradhapura. In precedenza il neo-eletto aveva reso omaggio alle divinità buddiste recandosi a pregare al Jaya Sri Maha Bodhi [l’albero sacro di fico, ndr] e all’interno della stupa, entrambi nell’antica capitale dell’isola.

Le elezioni presidenziali si sono tenute il 16 novembre e hanno visto un’affluenza di massa alle urne, pari all’83,73% degli elettori. Gotabaya si è aggiudicato il 52,25% delle preferenze (6.924.255 voti), mentre il principale rivale Sajith Premadasa, 52 anni, si è fermato al 41,99% (5.564.239 schede). Gli altri 33 candidati si spartiscono il 5,79% delle preferenze.

Di fatto, il voto si è diviso su linee confessionali ed etniche: per Gotabaya, ex segretario della Difesa durante la guerra civile, ha votato la comunità singalese buddista; per il rivale Premadasa, i musulmani e i tamil. Questi ultimi considerano il nuovo presidente – come suo fratello prima di lui – responsabile di gravi crimini contro l’umanità e colpevoli di migliaia di sparizioni e vittime tra civili e ribelli.

Nel suo primo discorso, Gotabaya si è rivolto proprio a tamil e musulmani, invitandoli a essere “partner in questa vittoria. Come vostro nuovo presidente, invito tutti voi di nuovo a lavorare insieme a me per la prosperità futura del Paese, da veri srilankesi”. “Come presidente – ha aggiunto – è mia responsabilità servire tutte le persone nel Paese. Allo stesso modo proteggerò i diritti civili sia di coloro che hanno votato per me, sia di coloro che non lo hanno fatto”.

Il presidente ha infine ribadito le tematiche del suo manifesto: importanza della sicurezza nazionale all’indomani degli attentati di Pasqua; lotta al terrorismo, alle attività sommerse, ai furti, alle estorsioni, al traffico di stupefacenti e agli abusi contro donne e minori; eliminazione di plastica e polietilene dall’amministrazione pubblica; promozione della meritocrazia; lotta alla corruzione.

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