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  • » 23/11/2016, 11.09

    VIETNAM

    Hanoi, il parlamento approva la legge sulle religioni. Limiti alla libertà di culto



    La norma ha ricevuto l’85% dei voti favorevoli. Il provvedimento entrerà in vigore l’1 gennaio 2017. Da aprile 2015 a oggi, la legge è arrivata alla settima stesura. Chiesa cattolica e attivisti per i diritti umani avevano sottolineato le violazioni alla libertà religiosa; timori di conflitti sociali.

     

    Hanoi (AsiaNews/EdA) – L’Assemblea nazionale vietnamita ha approvato la nuova “legge sulle credenze e le religioni”. La votazione finale è avvenuta il 18 novembre scorso; 417 parlamentari su 439 (84,7%) si sono schierati a favore del nuovo provvedimento, giunto alla settima versione, che entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2017.

    Per il momento le comunità religiose non hanno rilasciato commenti sull’approvazione della legge composta da nove capitoli e 68 articoli.  Diversi giornali della stampa ufficiale, come il quotidiano Nhan Dan (Il popolo), hanno descritto in termini analitici la legge, ma senza dare giudizi critici. Secondo alcuni giornalisti, diversi parlamentari hanno giudicato “inutili e irrilevanti” i passaggi del provvedimento che trattano delle attività religiose in cui sono coinvolti cittadini stranieri.

    Fin dalla sua fondazione, il Partito comunista vietnamita ha sempre pubblicato testi di regolamentazione delle attività religiose. I primi atti furono dei volantini ciclostilati scritti dal Partito dei lavoratori (quando era ancora clandestino). Il primo testo ufficiale risale al 1956 e fu firmato da Ho Chi Minh. Ad un liberalismo di facciata seguì la politica di oppressione che caratterizzò l’atteggiamento del Partito, soprattutto nei confronti del cattolicesimo.

    Il secondo documento (decreto 297/CP) è datato 1977 e firmato dal Primo ministro. Esso è rimasto per lungo tempo il testo fondamentale per la legislazione sulle religioni. Dopo una serie di decreti minori, nel 2004 è entrata in vigore l’Ordinanza sulle credenze e le religioni. La caratteristica di questo provvedimento è la sua approvazione da parte del Parlamento, che gli ha conferito una legittimità superiore alle leggi precedenti (almeno di facciata).

    Il progetto della nuova legge è iniziato il 22 aprile 2015, quando l’Ufficio degli affari religiosi ha inviato a tutte le comunità religiose la quarta versione di una legge fino ad allora sconosciuta. Nelle settimane successive, leader caodaisti e cattolici hanno criticato in modo deciso la bozza giudicandola un “imprigionamento” delle religioni, ma l’Assemblea nazionale ha deciso di portare avanti il progetto.

    Il disegno di legge è riapparso lo scorso agosto, quando una nuova versione è stata inviata alle comunità religiose, che hanno avuto meno di due settimane per presentare eventuali modifiche. In una lunga lettera, la Conferenza episcopale ha sottolineato i passi avanti della bozza e le ingerenze residue. Con la nuova legge sulle religioni la Chiesa cattolica sarà riconosciuta come personalità giuridica e potrà aprire istituti educativi; allo stesso tempo però lo Stato non prevede la possibilità di costruire nuove chiese e mantiene l’obbligo dei permessi soffocanti per svolgere le attività religiose.

    Secondo diversi attivisti per i diritti umani il testo della legge contiene ancora troppe violazioni della libertà religiosa e causerà nuovi conflitti sociali.

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