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    » 04/05/2015, 00.00

    VIETNAM

    Hanoi chiede ai vescovi pareri su una nuova legge sulle fedi, che viola la libertà religiosa



    Inusuale l’iniziativa del governo che, per un vescovo, fa avanzare il sospetto che si vogliano “fare le cose in modo che sembri democratico”. Le nuove norme violano “il diritto alla libertà di religione”, vanno contro la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Costituzione della Repubblica socialista del Vietnam, dimostrano che scopo del governo è “interferire profondamente con gli affari religiosi”, proseguono in una politica che favorisce la corruzione e consente abusi alle autorità locali.

    Hanoi (AsiaNews) – I progetti di legge del governo vietnamita su “Fede e religione” violano “il diritto alla libertà di religione”, vanno contro la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Costituzione della Repubblica socialista del Vietnam, dimostrano che scopo del governo è “interferire profondamente con gli affari religiosi”, proseguono in una politica che favorisce la corruzione e consente abusi alle autorità locali.

    Sono dure – e coraggiose – le risposte di alcuni vescovi vietnamiti alla richiesta che il governo ha avanzato ai presuli di un commento ad alcune nuove norme proposte dal Comitato per gli affari religiosi. La stessa - del tutto inconsueta – decisione del dicastero governativo di sentire il parere dei vescovi e la brevità del tempo concesso per rispondere – 13 giorni – fa avanzare il sospetto che si vogliano “fare le cose in modo che sembri democratico” o che si voglia fornire ai funzionari che si occupano di religione strumenti per “stringere la morsa”.

    Nel documento della diocesi di Kontum, firmato dal vescovo Hoang Duc Oanh e dall’emerito Tran Thanh Chung, rilevata la violazione della Dichiarazione dell’Onu e della Costituzione, si afferma che i progetti di legge vanno anche contro la democratizzazione del Paese. “I Paesi sviluppati non hanno bisogno di una qualche agenzia responsabile delle religioni”. “Ogni religione – vi si legge ancora - ha i suoi canoni e le sue regole. Quanto può essere assurdo che i ‘non credenti’ vogliono porre le regole per la gente di fede?”. “Questo – aggiungono più vanti – dovrebbe essere compito di parlamentari religiosi o attenti alla fede e di color che sono dei veri leader religiosi, non di color che sono non credenti”.

    Da parte sue, mons. Joseph Nguyen Duc Hieu, vicario generale della diocesi di Bac Ninh, ricorda che la Costituzione vietnamita afferma il diritto alla libertà religiosa e “riconosce, rispetta, protegge e garantisce” il diritto dei cittadini a operare in campo politico, economico, culturale e sociale.

    E come già i vescovi di Kontum, ripete ciò che aveva sostenuto la Conferenza episcopale, quando nel 2013 si discuteva l’aggiornamento della Costituzione affermò: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di credo e di religione, compreso il diritto di seguire qualsiasi religione o di non seguire alcuna religione, e il diritto di praticare riti religiosi, sia individualmente che comunitariamente. Nessuna religione o ideologia può essere considerata obbligatoria per popolo vietnamita. Il governo non deve diffondere  opinioni negative sulle religioni, né interferire con gli affari religiosi interni, come la formazione, l'ordinazione, il trasferimento del clero”.

    “Gli attuali progetti di legge – quindi - sono contro il diritto alla libertà di religione e di fede”. “Una visione d'insieme del progetto di legge indica che si sta andando contro la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Costituzione della Repubblica socialista del Vietnam, che è stata modificata nel 2013. Si osserva che i progetti di legge sono una battuta d'arresto rispetto all’Ordinanza sulle credenze e le religioni del 2004”. Che fu ritenuta un limite alla libertà di religione. “La libertà di religione è un diritto e non un privilegio. Ma i progetti di legge presentano molte lacune e limitazioni di questo diritto. Tutte le organizzazioni religiose e le loro personalità, invece di godere dei diritti legittimi, sono costrette a chiedere per esercitarli quando vogliono organizzare cerimonie, formazione, coordinamento, ecc ...”.

    “Questi – la sua conclusione - sono i nostri commenti sinceri e suggerimenti. Ci auguriamo vivamente che la Legge sulla fede e la religione sia un documento legale per il progresso, per la felicità delle persone, e la più grande di tutte le  felicità è la libertà di praticare il proprio credo religioso e vivere la loro propria vita spirituale. Solo così la società è in grado di sviluppare in modo costante e bello, quando tutto è proposto per servire il popolo in armonia con lo sviluppo del genere umano, compreso il popolo del Vietnam.

     

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