03/09/2012, 00.00
VIETNAM
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Hanoi: famiglie vietnamite in pellegrinaggio, per la libertà di 17 cristiani imprigionati

di Nguyen Hung
Obiettivo dell’iniziativa, compiere un “viaggio simbolo di libertà”. I parenti chiedono il rilascio dei17 cattolici e protestanti, da oltre un anno in carcere per reati di opinione e per la fede professata. La marcia occasione per visitare alcuni luoghi simbolo della fede e realtà perseguitate, come la parrocchia di Thai Ha nella capitale. Il pellegrinaggio bloccato delle autorità comuniste.

Hanoi (AsiaNews) - Un "viaggio" simbolo di "libertà", per chiedere al governo di rilasciare un gruppo di prigionieri rinchiusi per reati di coscienza e per la fede professata, il cristianesimo. È l'iniziativa lanciata nei giorni scorsi da un gruppo di parenti e amici di 17 fra cattolici e protestanti, da oltre un anno in prigione per crimini legati al pensiero e all'opinione (cfr. AsiaNews 29/08/2011 Hanoi: presto a processo gli attivisti e studenti cattolici arrestati). Le autorità vietnamite hanno represso con violenza la marcia pacifica. Tuttavia, questa manifestazione simbolica del dissenso è divenuta anche occasione per un pellegrinaggio in luoghi sacri, monasteri e luoghi di culto da tempo vittime della repressione del governo comunista di Hanoi, fra cui i fedeli della parrocchia di Thai Ha nella capitale. 

Dal 24 al 28 agosto almeno 30 famiglie cristiane, parenti di attivisti e intellettuali sotto processo, hanno compiuto questa sorta di pellegrinaggio con destinazione Hanoi. I familiari hanno sfilato per le vie della capitale brandendo cartelli con scritto "Le autorità vietnamite rilascino giovani innocenti", oppure "Il mio ragazzo è innocente" e ancora "Mio fratello è innocente". Per oltre un anno essi hanno lanciato appelli e petizioni al governo centrale, chiedendo di liberare persone incarcerate per la fede professata o le idee espresse.

In risposta, le autorità hanno represso con la violenza queste dimostrazioni pacifiche arrestando i familiari; le forze di sicurezza hanno ammassato la gente a bordo di bus, rispedendoli senza troppi riguardi nelle zone di origine. Il governo ha inoltre rispedito al mittente le petizioni e hanno impedito una denuncia formale della vicenda al tribunale.

Tuttavia, la quattro giorni di marcia in direzione di Hanoi è stata anche occasione per compiere un pellegrinaggio speciale in alcuni luoghi simbolo della fede e delle libertà personali, fra cui quella religiosa, troppo spesso negate dal governo comunista al potere. Durante il cammino, le famiglie hanno visitato il monastero cistercense di Chau Son, già distrutto dalle autorità comuniste - la comunità fuggita - e ora in fase di restauro. Esse hanno anche sostato per offerte e preghiere alla parrocchia di Thai Ha ad Hanoi, da tempo nel mirino delle autorità centrali.

Il 28 agosto vi è stata l'adorazione eucaristica al santuario di Trai Gao, nella diocesi di Vinh, a cui è seguita la celebrazione della messa, con una preghiera speciale per i 17 cristiani tuttora in carcere. "I vostri figli e fratelli sono buoni cattolici e buoni cittadini - ha sottolineato p. Anthony durante l'omelia - in un periodo speciale della società vietnamita. Il governo non potrà comportarsi per sempre in questo modo".

Infine, nei giorni scorsi almeno una dozzina di organizzazioni non governative ha inviato una richiesta al governo, per il rilascio immediato dei cristiani incarcerati. Essi sono: Peter Hồ Đức Hòa, John Nguyễn Văn Duyệt, John Nguyễn Văn Oai, Paul Hồ Văn Oanh, Paulus Lê Sơn, Paul Trần Minh Nhật, Peter Nguyễn Xuân Oanh, Peter Nguyễn Đình Cương, Francis Xavier Đặng Xuân Diệu, Anthony Đậu Văn Vương, Peter Trần Hữu Đức, John Thái Văn Dung, Antholy Chu Mạnh Sơn, Peter Trần Vũ Anh Bình, Maria Tạ Phong Tần e Nông Hùng Anh.

 

 

 

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