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» 19/06/2012
INDIA
Haryana, consiglio comunale di sole donne combatte aborti selettivi e feticidi femminili
Nel villaggio di Bibipur, il primo consiglio locale tutto al femminile vuole istituire comitati di vigilanza per seguire e controllare le donne incinte. Ogni gruppo sarà formato da tre donne e un uomo. Lo Stato è uno dei peggiori dell’India, e ha un forte squilibro tra nascite maschili e femminili: 830 bambine ogni 1000 bambini.

Mumbai (AsiaNews/Agenzie) - Circa 225 donne, membri del primo consiglio di villaggio (gram sabha) tutto al femminile dell'Haryana, hanno deciso di istituire comitati di vigilanza per fermare gli aborti selettivi e i feticidi femminili. In base alla loro proposta, ciascuna delle 14 circoscrizioni del villaggio di Bibipur (distretto di Jind) avrà una sua commissione, formata da tre donne e un uomo, con il compito di seguire e tenere sotto controllo le donne incinte. La mossa è significativa anche perché l'Haryana è uno degli Stati indiani in cui è più diffusa la pratica della selezione di genere.

Le donne hanno avanzato la proposta al cospetto del sarpanch (capo villaggio), Sunil Jaglan, che ha dato piena approvazione al progetto. "Da questo momento - spiega l'uomo - le anganwadi (sorta di operatrici sanitarie, ndr) dovranno registrare ogni donna al secondo mese di gravidanza. Fino a oggi, lo Stato per legge registra già le donne incinte a partire dal quarto mese. La nostra speranza è che abbassare il limite possa servire come deterrente, e che altri villaggi prendano esempio da noi".

Gli aborti selettivi femminili sono aumentati con il miglioramento e la diffusione dei test per determinare il sesso del nascituro. La legge indiana considera illegali questi esami, ma medici senza scrupoli allestiscono cliniche private abusive, dove a prezzi molto alti praticano interruzioni di gravidanza.

A proposito di queste strutture, Birmati, una donna di 50 anni, spiega: "Una famiglia deve dare 5mila rupie (circa 70 euro) per effettuare questi test, e poi altrettanti per abortire. Questo, solo per non avere il 'problema economico' di una bambina. Se gli stessi soldi venissero invece depositati in un deposito fisso alla nascita della piccola, la famiglia non avrebbe bisogno di preoccuparsi del suo futuro. Quando sarà grande, la banca potrà fornire loro sostegno finanziario sufficiente per i suoi studi e per un buon matrimonio".

La piaga degli aborti selettivi e dei feticidi femminili affonda le sue radici in un retroterra culturale che privilegia l'erede maschio. Quella indiana è una società patriarcale che considera le figlie femmine un peso economico: una ragazza deve essere istruita e data in moglie, ma può trovare  marito "solo" se ha a disposizione una dote consistente. In molte comunità, anche una volta sposata la donna non sarà rispettata finché non dà alla luce un bambino.

Secondo l'ultimo censimento nazionale (Census 2011), l'Haryana è uno degli Stati peggiori in termini di aborti selettivi femminili. Nel tempo, questo ha portato ad alterare la composizione della popolazione, che oggi conta 877 donne ogni 1000 uomini. Ma lo squilibrio tra numero di nascite maschili e femminili (sex ratio) scende ancora considerando la fascia sotto i sei anni: 830 bambine ogni 1000 bambini. 

 


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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