06/08/2019, 12.56
GIAPPONE
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Hiroshima, la Dichiarazione di pace 2019

di Kazumi Matsui

È il testo che il sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui, ha proclamato alla cerimonia di commemorazione dei 74 anni dallo scoppio della bomba atomica sulla città. Ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti e camminare decisi verso un Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

Hiroshima (AsiaNews) – Riportiamo qui sotto la Dichiarazione di pace proclamata oggi dal sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui, alla cerimonia di commemorazione dei 74 anni dallo scoppio della bomba atomica sulla città.

 

Nel mondo d’oggi vediamo nazionalismo egocentrico in ascesa, tensioni acuite dall’esclusivismo e dalla rivalità internazionali, mentre il disarmo nucleare rimane a un punto morto. Che cosa possiamo fare di questi fenomeni globali? Avendo sopportato due guerre mondiali, i nostri anziani hanno perseguito un ideale, un mondo senza guerra. Essi si sono impegnati a costruire un sistema di cooperazione internazionale. Non dovremmo noi oggi richiamare e, in nome della sopravvivenza umana, lottare per quel mondo ideale? Domando questo soprattutto a voi, giovani che non avete mai conosciuto la guerra, ma che guiderete il futuro. A questo scopo, vi chiedo di ascoltare con cura agli hibakusha [sopravvissuti] del 6 agosto 1945.

 

Una donna che a quel tempo aveva cinque anni, ha scritto questo poema:

Sorellina con una tazza tagliata/ il capo che sprizza sangue

Abbracciata dalla madre/ trasformata in una irosa Asura[1].

 

Un giovane di 18 anni ha visto questo: “Erano quasi nudi, i loro vestiti bruciati a brandelli, ma non potevo distinguere gli uomini dalle donne. Capelli scomparsi, occhi fuori dalle orbite, labbra e orecchie strappate, pelle appesa ai volti, corpi coperti di sangue - e così tanti”. Oggi egli insiste: “Non dobbiamo mai, mai permettere che questo avvenga alle future generazioni. Ne abbiamo abbastanza”. Appelli come questi vengono dai sopravvissuti che portano nel corpo e nell’anima profonde ferite. Riuscite a sentirli?

“Una persona singola è piccola e debole, ma se ognuno di noi cerca la pace, sono sicura che possiamo fermare le forze che spingono per la guerra”. Questa donna aveva 15 anni al tempo. Possiamo permetterci di far naufragare la sua fede in un desiderio vuoto?

Guardando al mondo, vediamo che gli individui hanno pochissimo potere, ma vediamo anche molti esempi di forza combinata di moltitudini che raggiungono il loro scopo. L’indipendenza dell’India è un esempio. Il Mahatma Gandhi, che ha contribuito a quella indipendenza mediante dolori e sofferenze personali, ci ha lasciato queste parole: “L’intolleranza è in se stessa una forma di violenza e un ostacolo alla crescita di un vero spirito democratico”. Per affrontare le nostre attuali circostanze e realizzare un mondo pacifico e sostenibile, dobbiamo trascendere le differenze di status o di opinione e lottare insieme in uno spirito di tolleranza verso il nostro ideale. Per giungere a questo obiettivo, le generazioni future non devono mai liquidare i bombardamenti atomici e la guerra come semplici eventi del passato. È fondamentale che interiorizzino i progressi che gli ibakusha e gli altri hanno compiuto verso un mondo pacifico, per poi avanzare con fermezza.

I leader mondiali devono camminare con loro, facendo avanzare l'ideale di una società civile. Questo è il motivo per cui li esorto a visitare le città bombardate dall’atomica, ascoltare gli ibakusha e visitare il Peace Memorial Museum e la National Peace Memorial Hall per stare di fronte a ciò che è realmente accaduto nella vita delle singole vittime e dei loro cari. Voglio che i nostri attuali leader ricordino i loro coraggiosi predecessori: quando le superpotenze nucleari, gli Stati Uniti e l'URSS, erano impegnati in una corsa alle armi nucleari intensa e crescente, i loro leader hanno mostrato ragionevolezza e si sono rivolti verso il dialogo per cercare il disarmo.

Questa città, insieme alle quasi 7.800 città membri dei “Sindaci per la pace (Mayors for Peace)”, sta diffondendo lo Spirito di Hiroshima in tutta la società civile per creare un ambiente favorevole ai leader che si decidono per l'abolizione nucleare. Vogliamo che i leader di tutto il mondo perseguano i negoziati sul disarmo nucleare in buona fede, come previsto dall'articolo VI del Trattato di non proliferazione nucleare, e rispondano al desiderio della società civile per l’entrata in vigore del Trattato sul divieto delle armi nucleari (TPNW), una pietra miliare sulla strada per un mondo privo di armi nucleari.

Chiedo al governo dell'unico Paese che ha sperimentato un'arma nucleare in guerra di aderire alla richiesta degli ibakusha perché firmi e ratifichi il TPNW. Esorto i leader giapponesi a manifestare il pacifismo della Costituzione giapponese manifestando capacità di leadership nel compiere il prossimo passo verso un mondo libero dalle armi nucleari. Inoltre, chiedo politiche che espandano le "zone di pioggia nera" e migliorino l'assistenza agli ibakusha, la cui età media supera gli 82 anni, come pure a molte altre persone le cui menti, corpi e vite quotidiane sono ancora segnati dalla sofferenza dovuta agli effetti dannosi delle radiazioni.

Oggi, in questa cerimonia al Memoriale della Pace, che commemora i 74 anni dallo scoppio della bomba atomica, offriamo la nostra sincera consolazione alle anime delle vittime della bomba atomica e, in unione con la città di Nagasaki e gli spiriti vicini in tutto il mondo, ci impegniamo a compiere ogni sforzo per ottenere la totale eliminazione delle armi nucleari e oltre a questo, un mondo di pace autentica e duratura.

 


[1] Divinità del pantheon indù, con caratteristiche spesso ambigue, benevole e malefiche.

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