31/01/2007, 00.00
CINA - CAMERUN
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Hu è oggi in Camerun per concludere i “soliti” accordi commerciali

La Cina appare seguire un consolidato copione, con i suoi leader che vanno in Africa per siglare accordi già decisi. I media mondiali parlano soprattutto della visita in Sudan e attendono novità per il genocidio nel Darfur. Ma è importante seguire ogni tappa, per vedere la politica di Pechino.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – E’ iniziato ieri sera in Camerun il viaggio in Africa del presidente cinese Hu Jintao, accolto all’aeroporto di Yaounde dal premier Ephraim Inoni. Stasera incontrerà il presidente Paul Biya e ci sarà  una cena di gala in suo onore.

Nella mattina è previsto un più veloce incontro tra Hu e Biya e la firma di accordi di cooperazione. Hu visiterà poi un ospedale finanziato dalla Cina e uno stadio costruito da una ditta cinese.

Gli scambi commerciali tra Cina e Camerun sono raddoppiati nel 2006 e sono stati di 338 milioni di dollari Usa nei primi 11 mesi dell’anno. E’ il primo viaggio di un presidente cinese in Camerun, ma è la seconda visita di Hu in Africa in 9 mesi, a dimostrazione dell’interesse di Pechino per il continente, da cui trae materie prime e petrolio. In questi giorni i media camerunesi dipingono con enfasi e quasi come modello la crescita economica della Cina, indicata come Paese del terzo mondo che in 30 anni è giunta a competere con gli Stati Uniti. Sono però ignorati aspetti come la mancanza di democrazia e il grave inquinamento che hanno accompagnato lo sviluppo economico.

La Cina è stata accusata di avere instaurato con i più arretrati Paesi africani un rapporto di “colonialismo economico”, nel quale porta via le materie prime e inonda le economie africane con gli economici prodotti cinesi stroncando le nascenti industrie locali, come ha detto a dicembre il presidente sudafricano Thabo Mbeki. Le ditte cinesi investono grandi somme in Africa ma realizzano impianti in cui lavorano soprattutto dipendenti cinesi, suscitando irritazione in Nazioni dove la disoccupazione è un flagello.

Il sito web del ministro cinese per il Commercio risponde che “i prestiti privilegiati offerti dalla Cina non sono condizionati a richieste politiche”: i Paesi occidentali spesso condizionano gli aiuti economici a precise garanzie a favore dei diritti umani o circa l’uso dei fondi affinché beneficino la popolazione e non l’elite al potere. Il 29 gennaio Hu, prima di partire, ha annunciato che saranno cancellati i debiti maturati entro il 2005 verso la Cina di 33 Stati africani poveri e che prevede di concordare finanziamenti per 3 miliardi di dollari.

Intanto i media mondiali pongono grande attenzione alla tappa in Sudan, attesa per il 2 febbraio, e auspicano novità positive per il genocidio del Darfur, per il quale finora la Cina ha protetto il Sudan contro le sanzioni Onu. Questa attenzione appare gradita a Pechino, che evita così eccessiva curiosità sugli altri scopi del viaggio e spera di ottenere un successo diplomatico mondiale, che sarebbe anche un successo personale di Hu. Prima della partenza il vice ministro agli Esteri Zhai Jun ha detto che “questa visita non solo aiuterà i rapporti bilaterali, ma anche la pace e la stabilità nella regione”. (PB)

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