24/10/2020, 08.25
CINA
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I neolaureati cinesi non beneficiano della ripresa post-Covid

Il tasso di disoccupazione dei giovani laureati è cresciuto del 4% in settembre. Il Paese si ritroverà alla fine dell’anno con 5 milioni di nuovi disoccupati nella fascia 20-24 anni. Crollano i consumi (-6,6%). Primi segni di protesta.

Pechino (AsiaNews) – Non migliorano le prospettive per i giovani laureati che cercano lavoro, nonostante la ripresa economica del Paese dopo la fase acuta dell’emergenza coronavirus. Secondo dati recenti dell’Ufficio nazionale di statistica, in settembre il tasso di disoccupazione dei neolaureati è cresciuto di 4 punti percentuali su base annua; rispetto ad agosto è calato del 2,4%.

I giovani sono tra i più penalizzati nell’attuale situazione. Uno studio dell’università Renmin, basato sui dati dell’agenzia online di reclutamento Zhaopin, ha trovato che nel terzo trimestre le offerte di lavoro per i giovani laureati sono calate del 5% rispetto al periodo luglio-settembre del 2019, ma il numero dei neolaureati in cerca di lavoro è aumentato del 20%. Calcolando che ogni anno circa 25 milioni di cinesi ottengono una laurea, e che il tasso di disoccupazione dei giovani tra 20 e 24 anni con un’educazione universitaria è intorno al 20%, quest’anno il Paese si ritroverà con 5 milioni di disoccupati in più in questa fascia d’età.

Nel terzo trimestre dell’anno, l’economia nazionale è cresciuta del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2019: tra gennaio e marzo era crollata (-6,8%). Analisti indipendenti spesso esprimono dubbi sulla veridicità delle cifre fornite da Pechino. I numeri positivi sul prodotto interno lordo contrastano in parte con quelli sulla disoccupazione, passata al 5,4% in settembre dal 5,6% di agosto (in febbraio aveva raggiunto il 6,2%). Il dato non considera però più di 179 milioni di lavoratori migranti, per lo più provenienti dalle aree rurali.

L’incremento del Pil è dovuto all’aumento della spesa pubblica e della produzione industriale, non a quello dei consumi, che nei primi 9 mesi dell’anno si sono ridotti del 6,6%. Anche in un sistema repressivo come quello cinese, questo difficile quadro economico porta ai primi segni di scontento. Una rara manifestazione di protesta è esplosa il 19 ottobre nella capitale. Centinaia di genitori sono scesi in strada per chiedere la restituzione dei soldi versati a una grande azienda che forniva lezioni private ai propri figli: la Youwin Education è finita in bancarotta per la crisi economica causata dalla pandemia.

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