04/05/2005, 00.00
LIBANO
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I vescovi maroniti chiedono una nuova legge elettorale e la liberazione di Geagea

 

Beirut (AsiaNews) - "Siamo contro la legge del 2000 e appoggiamo la legge del 1960": con queste parole i vescovi maroniti, riuniti stamane a Bkerke, hanno espresso la loro posizione contro la legge elettorale del 2000 – voluta dai siriani – e considerata non più valida dopo la loro partenza dal Libano.

I vescovi, radunati sotto la presidenza del patriarca Nasrallah Sfeir, hanno manifestato anche dispiacere perché il parlamento non è riuscito a votare una nuova legge elettorale. L'assemblea dei vescovi ha anche chiesto la convocazione immediata del parlamento per studiare il varo di una possibile amnistia a  favore dell'ex comandante delle Forze Libanesi  Samir Geagea, incarcerato dal 1994.

I vescovi hanno anche pregato perché Dio protegga il Papa Benedetto XVI, "dono di Dio alla nostra società", ed ha invitato tutti i fedeli ad elevare per lui preghiere alla Madre di Dio in questo mese di maggio, consacrato alla Madonna, Regina del Libano.

Proprio stamane migliaia di persone dei gruppi di opposizione si sono radunati davanti al parlamento per domandare la scarcerazione di Geagea.  Alla manifestazione hanno partecipato almeno 40 parlamentari, cristiani, sunniti e drusi, oltre alla signora Sitrida Geagea, moglie del prigioniero.

Geagea, 52 anni, si trova in carcere, accusato di vari assassini avvenuti durante i 15 anni di guerra civile (1975-1990), tra i quali l'omicidio del primo ministro libanese nel 1987 e del politico cristiano Dany Chamoun nel 1990. Molti politici libanesi ritengono Geagea una vittima delle trame siriane.Alla manifestazione i dimostranti sventolavano bandiere libanesi e portavano grandi ritratti di Geagea, Hariri e di Michel Aoun, l'ex generale il cui ritorno è atteso per sabato, dopo 14 anni di esilio. Nel 1990 Aoun aveva tentato di cacciare i siriani dal Libano, ma la forza dell'esercito di Damasco e la mancanza di appoggi internazionali portò al fallimento dell'operazione e all'esilio di Aoun. Fra gli slogan cantati dai dimostranti vi è uno che dice: "Senza Geagea, senza Aoun, non nascerà nessuna unità nazionale". (YH)

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