27/10/2016, 08.57
SIRIA
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Idlib, raid aereo colpisce una scuola: almeno 26 vittime, anche bambini

I caccia hanno colpito il villaggio di Haas, centrando anche un complesso scolastico. Fra i morti vi sarebbero anche 22 studenti. Aviazione siriana o l’alleato russo autori dell’attacco, ma non vi sono conferme ufficiali. In due anni la coalizione a guida statunitense ha provocato almeno 300 vittime civili. A Mosca riunione a tre fra Iran, Siria e Russia sul conflitto. 

 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - È di almeno 26 vittime, in maggior parte bambini, il bilancio aggiornato di un raid aereo contro un villaggio controllato dalle milizie ribelli nel nord-ovest della Siria. Tra gli obiettivi centrati dai caccia vi sarebbe anche un complesso scolastico del villaggio di Haas, nella provincia di Idlib, Al momento non vi sono notizie ufficiali sui responsabili dell’attacco, se è opera dell’aviazione di Damasco o dei caccia russi operativi in Siria a fianco del presidente Bashar al-Assad. 

Una fonte militare siriana, rilanciata dai media ufficiali di Stato, riferisce che nel raid sono morti diversi “terroristi”. Tuttavia, alti funzionari dell’Unicef - l’organismo Onu dedicato all’infanzia - affermano che a morire sarebbero stati “almeno 22 bambini”. 

Idlib è una delle ultime roccaforti delle milizie ribelli e la provincia è oggetto a più riprese di attacchi congiunti dell’aviazione siriana, sostenuta dall’alleato russo. Nella zona operano anche i caccia statunitensi, che hanno compiuto una serie di attacchi contro gruppi jihadisti legati ad al Qaeda attivi nella regione. 

L’attacco al villaggio della provincia di Idlib giunge in concomitanza con l’annuncio congiunto russo-siriano di una estensione della moratoria sui bombardamenti aerei nella zona orientale di Aleppo. L’area è controllata da milizie ribelli e gruppi jihadisti ed è considerata da tempo l’epicentro del conflitto. 

Intanto Amnesty International torna ad attaccare la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, che in due anni avrebbe compiuto almeno 11 raid aerei in territorio siriano provocando la morte di circa 300 civili. Di questi, almeno un centinaio sarebbero deceduti fra giugno e luglio di quest’anno in tre attacchi sferrati nella provincia di Aleppo. 

I vertici dell'organismo lanciano un appello alla coalizione a guida Usa, perché compia un’indagine approfondita sulle violenze contro i civili. Secondo alcune stime di Amnesty, il numero delle vittime civili uccise dai raid sferrati da Stati Uniti e alleati potrebbe aver causato sino a mille morti; ad oggi la coalizione a guida Usa ha ammesso di aver ucciso per errore solo un civile. 

Del resto, come hanno denunciato diverse personalità della Chiesa siriana, è proprio la popolazione civile - nelle aree controllate dai ribelli o dai governativi - la prima vittima di questo conflitto. Una guerra divampata nel marzo 2011 come protesta contro il presidente Assad e che, in cinque anni, ha provocato 300mila morti (430mila secondo altre fonti) e milioni di profughi. 

Nel frattempo si muovono le potenze regionali e internazionali nel tentativo di trovare una via diplomatica alla guerra. Secondo quanto riferisce il ministro iraniano degli Esteri Mohammad Javad Zarif domani è in programma a Mosca un incontro a tre fra Russia, Siria e Iran per discutere della guerra. Il capo della diplomazia di Teheran ha in programma anche un faccia a faccia con l’omologo russo Sergei Lavrov.

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