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    » 15/06/2009, 00.00

    PAKISTAN

    Il Pakistan annuncia una “offensiva decisiva” contro i talebani

    Qaiser Felix

    Operazioni militari nelle regioni tribali per eliminare Baitullah Mehsud, leader del gruppo che ha rivendicato gli attentati al Pearl Continental di Peshawar e alla moschea di Lahore. Jacob, segretario della Commissione Giustizia e Pace della Chiesa pakistana: Per vincere l’estremismo non bastano le azioni militari serve una mobilitazione comune della gente.
    Lahore (AsiaNews) - Il governo del Pakistan annuncia una “offensiva decisiva” contro Baitullah Mehsud, capo di Tehrik-i-Taliban Pakistan (Ttp), e la rete di estremisti ad esso collegata. Owais Ghani, governatore della provincia del North West Frontier (Nwfp), ha affermato che l’operazione vuole eliminare il leader talebano ed i gruppi che operano nella Federally Administered Tribal Areas (Fata).
     
    L’annuncio dell’offensiva giunge a pochi giorni dai due attentati che hanno causato la morte di 19 persone al Hotel Pearl Continental di Peshawar, il 9 giugno, e quella di Sarfraz Naeemi, leader religioso anti-talebano ucciso da un kamikaze il 12 giugno nella moschea di Lahore. I due attacchi sono stati rivendicati dalla Ttp e già nella giornate di sabato 13 e domenica 14 le forze di sicurezza pachistane compiuto operazioni nella Nwfp e nel Waziristan che hanno causato la morte di 66 militanti talebani.
     
    Peter Jacob, segretario esecutivo della Commissione nazionale di Giustizia e Pace della Chiesa cattolica pakistana (Ncjp), condanna gli attacchi di Lahore e Peshawar, ma afferma: “Il governo avrebbe dovuto pensare prima che le conseguenze dell’offensiva lanciata a inizio maggio contro i talebani nella Swat valley non si sarebbero limitate alla Malakand division e si sarebbero estese in altre aree del Paese”
     
    “Il terrorismo non è un problema semplice, ha molteplici facce - afferma Jacob – e l’estremismo non è un fatto limitato a certe aree perché i talebani hanno una penetrazione che raggiunge tutto il Paese”.
     
    Secondo il segretario della Ncjp, i successi militari ottenuti nella Malakand division, così come quelli degli ultimi giorni, “sono una vittoria parziale, ma non definitiva”. Jacob afferma di essere preoccupato perché “il governo vuole eliminare il terrorismo senza affrontare il problema delle madrasse e dell’educazione, senza rivedere la sua politica estera. Questo non può portare ad un successo sull’estremismo. Non basta infatti l’azione militare, serve una mobilitazione comune della gente”.
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