22/09/2006, 00.00
VATICANO-ISLAM
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Il Papa si prepara a incontrare gli ambasciatori di tutti i Paesi islamici

Sporadiche manifestazioni di protesta in alcuni Stati musulmani. Studiosi pakistani chiedono "la rimozione" di Benedetto XVI, Rafsanjani vede nelle proteste "una benedizione" per il mondo islamico. Ma i muftì russi si dicono soddisfatti delle spiegazioni dl Papa.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Benedetto XVI incontrerà lunedì 25 settembre gli ambasciatori dei Paesi a maggioranza islamica accreditati in Vaticano ed alcuni esponenti religiosi musulmani. Sarà un ulteriore passo del Papa per calmare le acque dopo la sollevazione di alcuni ambienti islamici in seguito al suo discorso all'università di Regensburg, considerato offensivo verso Maometto e l'Islam. Ancor oggi, venerdì, giorno della preghiera, manifestazioni di protesta, anche se per ora non violente e di scarso seguito,si sono avute in alcuni Paesi. In più di un caso, la presenza di esponenti politici ne ha evidenziato il carattere non proprio "religioso".

Se l'iniziativa del Papa va posta nel quadro dell'offensiva diplomatica della Santa Sede per fronteggiare la protesta islamica, non mancano reazioni positive e risposte che vanno nel senso di quella proposta di riaprire il dialogo, avanzata da Benedetto XVI nel corso dell'udienza generale di mercoledì 20.

Legate alla giornata dedicata alla preghiera islamica, proteste si sono avute in Pakistan, dove, accanto a qualche manifestazione di protesta, è da registrare una dichiarazione dell'incontro nazionale degli studiosi religiosi che chiede la "immediata rimozione" di Benedetto XVI "per aver incoraggiato guerra e aperta ostilità tra fedi diverse" ed aver fatto "osservazioni ingiuriose" verso l'Islam. La stessa dichiarazione afferma che "se l'Occidente non cambia il suo atteggiamento verso l'islam, andrà incontro a severe conseguenze".

Altra manifestazione a Teheran, dove l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, che ha guidato la preghiera, ha espresso le sue "congratulazioni" alla comunità musulmana mondiale per il modo in cui ha reagito alle parole del Papa sull'Islam e, in precedenza, alla pubblicazione delle vignette su Maometto. "Mi congratulo - ha detto - con la Ummah (la comunità islamica) per il modo in cui ha mostrato di essere pronta a difendere il profeta e i valori sacri della religione". Questo, ha aggiunto, "è un nuovo motivo di speranza e una benedizione per il mondo dell'Islam". I manifestanti di Teheran hanno affermato che Benedetto XVI "non conosce la divina religione dell'Islam" e hanno chiesto che "si scusi".

A Gerusalemme, sono stati circa 300 i palestinesi che hanno partecipato ad una manifestazione di protesta alla moschea di Al Aqsa. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta "Allah è il solo dio, e Maometto è il suo profeta". Anche qui non sono stati registrati incidenti.

Uno striscione che accusa il Papa di essere "blasfemo" è stato invece esposto in Malaysia, da un piccolo gruppo di manifestanti.

In Egitto, infine, l'università di Al Azhar, la più prestigiosa istituzione accademica dell'islam sunnita, ha deciso la sospensione dei suoi rapporti col Vaticano.

Sul fronte del dialogo si pone, in Russia, la dichiarazione del  muftì Ravil Gainutdin, presidente della Direzione spirituale dei musulmani della parte europea della Russia e presidente del Consiglio dei muftì della Russia, che "le spiegazioni della parte cattolica mi hanno dato una piena soddisfazione". E' quanto l'esponente islamico ha detto nel corso di un incontro con il capo dell'episcopato cattolico russo, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, che ha avuto luogo il 21  nella residenza del muftì, su iniziativa del prelato cattolico, con la partecipazione di altri membri del Consiglio dei muftì.

Le parti hanno ribadito che sul territorio della Federazione Russa il conflitto può essere considerato risolto, e hanno chiamato i propri seguaci ad un dialogo pacifico ed una cooperazione per il bene della Patria. L'incontro si è svolto in un'atmosfera di sincerità e fraternità, in un clima di reciproca comprensione e della profonda preoccupazione per lo stato attuale dei rapporti tra i cattolici e i seguaci dell'islam. Le parti hanno rilevato che negli ultimi anni ci sono sempre più esempi della mutua comprensione e di collaborazione tra i cattolici russi e i musulmani. I seguaci dell'islam e del cattolicesimo partecipano insieme a manifestazioni e festeggiamenti, stanno su posizioni simili per quanto riguarda i problemi più urgenti della modernità, soprattutto quelli legati alla famiglia, alla tutela della vita e dei valori morali, alla tolleranza religiosa, al consolidamento della società, al suo sviluppo democratico ecc. Spesso si ha pure la collaborazione nel settore di beneficenza.

In Algeria, ha raccontato il vescovo di Algeri, Henri Teissier "in principio c'é stata una situazione molto difficile, ma adesso ci sono articoli e iniziative che cercano di stabilire un nuovo rapporto". "All'inizio - ha spiegato il prelato, intervenuto nella seconda giornata del convegno 'Il Mediterraneo alle soglie del nuovo millennio' in corso a Roma - è stato difficile perché la gente, che aveva seguito la morte di Giovanni Paolo II con molta partecipazione, pensava che cristiani e musulmani fossero uniti per affrontare il mondo moderno. Quanto accaduto, invece, è apparso come un cambio di direzione, creando una forma di distanza tra Cristianesimo ed Islam". Secondo il vescovo, tuttavia, vi sono alcuni segnali positivi. "Ieri - ha osservato Teissier - sono stato invitato alle celebrazioni per la Giornata mondiale della pace. Ministri e autorità mi hanno offerto di sedere accanto a loro. Ero un cristiano tra musulmani, una dimostrazione che la pace si fa con il rispetto delle diversità".

In Libano, infine, la Lega maronita in una dichiarazione ha sostenuto che l'ondata di proteste contro Benedetto XVI fa parte di un "piano" che " ha lo scopo di provocare discordie confessionali, secondo quanto sta accadendo in Iraq, allo scopo di smembrare alcuni Stati e dividerne i popoli". Lo stesso piano ha anche lo scopo "di provocare una grande discordia e una guerra di religione fra l'islam e il cristianesimo nel mondo arao e poi su scala mondiale".

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