12/03/2014, 00.00
CINA
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Il Partito comunista cinese non ascolta i consigli della Conferenza consultiva

di Wang Zhicheng
Accademici rivendicano un ruolo di maggiore efficacia. Ma da Mao in poi la Conferenza è divenuto una "decorazione" inutile. I vescovi presenti non sono mai riusciti a migliorare la libertà delle comunità e liberare i vescovi arrestati. Proposta la riduzione del numero di rappresentanti.

Pechino (AsiaNews) - Alcuni professori universitari presenti alla Conferenza consultiva politica del popolo cinese (Ccppc) denunciano che il  loro ruolo di "consiglieri" è troppo sminuito e non influente e domandano che il Partito comunista cinese rafforzi il loro ruolo di "supervisori" della politica cinese.

Il Ccppc conclude oggi i suoi lavori annuali, quasi in parallelo con l'Assemblea nazionale del popolo (Anp). Quest'ultima sarebbe il parlamento della Cina, dove vengono approvate le misure legislative, economiche e giudiziarie; il Ccppc sarebbe invece un organo più vicino alla società civile, in cui sono presenti rappresentanti di partiti minori, delle religioni, delle Chiese, delle università e delle professioni.

Ieri in un incontro pubblico a Pechino, Hou Xinyi, vicedecano della facoltà di legge dell'università di Tianjin, ha sottolineato che il ruolo del Ccppc è troppo "debole" ed è stato  "trascurato per molti anni".  "E' tempo di domandare che tipo di organizzazione siamo e se le nostre proposte vengono davvero ascoltate e trovano risposta nell'Assemblea nazionale del popolo".

Anche altri delegati hanno espresso la loro frustrazione nel vedere che le loro proposte vengono ignorate dall'Anp. Per vedere la quasi inutilità del Ccppc basterebbe notare la poca influenza che rappresentanti di tutte le religioni hanno verso le leggi sulla libertà religiosa. Perfino i vescovi della Chiesa cattolica ufficiale- pur omaggiati con onori e banchetti - non riescono a garantire minor controllo sulle comunità e libertà per i vescovi arrestati.

Il Ccppc è nato nel 1945, già ai tempi del Guomintang, come luogo per discutere e valutare le riforme politiche del Paese. Nel 1954, con Mao Zedong, è divenuto un organismo "consigliere", ma la sua funzione si è indebolita sempre più. Secondo Zhang Ming, professore all'università Renmin, il Ccppc è ormai divenuto "una decorazione - come un vaso - per l'Anp".

Al South China Morning Post spiega: "Il Ccppc non è un vero organismo di consiglio politico. Se esso vuole essere funzionale, dovrebbe cercare di tenere solo i membri dell'elite che possono influenzare la politica".

In effetti il Ccppc è composto da 2237 membri e si raduna una volta all'anno per quasi due settimane, rendendo difficile perfino l'ascolto di tutti i delegati che vogliono intervenire.

Fra le proposte di riforma per rendere più efficiente il suo lavoro, vi è la riduzione dei rappresentanti; tenere la conferenza in tempi diversi da quella dell'Anp; obbligare l'Anp a rispondere alle richieste del Ccppc.

Nessuno però fa notare anche anche l'Anp ha lo stesso problema di inefficienza, essendo sempre ridotto a ruolo di "velina",  approvando leggi che il Partito e il governo preparano.

 

 

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