05 Dicembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 31/07/2012, 00.00

    CINA

    Il Quotidiano del Popolo: “Il governo ascolti la popolazione”



    L’organo del regime invita la leadership, soprattutto locale, a prestare attenzione all’impegno civico “sempre maggiore” dei cittadini. A Qidong, dopo Wukan e Shifang, la popolazione ottiene la cancellazione di un oleodotto inquinante. Ma il regime non si smentisce, continua ad arrestare i blogger e definisce (di nuovo) “suicidio” la strana morte di Li Wangyang.

    Pechino (AsiaNews) - Il Quotidiano del Popolo, maggiore organo di informazione del Partito comunista, ha invitato le autorità ad "ascoltare le preoccupazioni del popolo riguardo l'inquinamento". Il quotidiano, che detta la linea ufficiale, fa riferimento all'ennesima protesta sociale con cui gli abitanti di Qidong - nella provincia orientale del Jiangsu - hanno costretto le autorità locali a cancellare il progetto di costruzione di un oleodotto. Tuttavia, per "bilanciare" questo invito, il governo reagisce alle proteste con il solito metodo: arresto di blogger e di manifestanti.

    Secondo il Quotidiano "la consapevolezza popolare sulle questioni ambientali e sui propri diritti cresce in maniera rapida. La Cina deve impegnarsi per trovare un meccanismo decisionale aperto e trasparente e costruire un atteggiamento tollerante rispetto all'opinione pubblica". Essere un governo responsabile, continua l'editoriale, "significa essere indipendente rispetto ai singoli interessi economici e divenire il braccio dell'interesse pubblico e la bilancia degli interessi economici".

    Il riferimento è ai numerosissimi casi in cui i funzionari comunisti locali rubano la terra agli abitanti per rivenderla a investitori singoli: non pagando le giuste prebende alla popolazione, questi dirigenti ottengono grossi guadagni. Ma negli ultimi anni, complice anche la paura dell'inquinamento selvaggio, la popolazione ha iniziato a ribellarsi e a scendere in strada per ottenere giustizia. Pechino sembra volerli ascoltare, ma come sottolinea il grande analista Willy Lam si tratta soltanto di una "carota" che tuttavia non elimina il "bastone" della repressione [v 31/07/2012 La "carota" di Pechino non nasconde il "bastone" del Partito].

    Dopo i casi di Wukan e Shifang, che hanno ottenuto il proprio scopo, anche la popolazione di Qidong è riuscita a ottenere la cancellazione dell'oleodotto proposto dalle autorità locali. Ma questa parvenza di giustizia non cancella le enormi violazioni ai diritti umani compiute dal Partito. Un blogger che incitava i cittadini di Qidong a portare avanti la loro protesta è stato arrestato e multato.

    Inoltre, le autorità della provincia dell'Hunan continuano a reiterare la propria linea sulla morte del dissidente Li Wangyang, veterano del movimento democratico di piazza Tiananmen, che dopo 21 anni di galera è morto mentre era sotto il controllo della polizia. Il suo corpo è stato cremato e nessuna indagine ufficiale è stata condotta sulla morte, che per le autorità è un "suicidio".

    Dopo diverse proteste, sia a Hong Kong che nella Cina continentale, le autorità avevano cambiato idea e avevano definito la morte un "decesso accidentale". Ora il Segretario provinciale dell'Hunan torna di nuovo indietro, e ai giornalisti del Territorio dichiara: "Il fatto che Li si sia suicidato è chiarissimo e sostenuto da prove limpidissime".

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    26/06/2006 Cina
    Nuovo giro di vite del governo cinese su mass media e rivolte sociali

    Secondo una nuova legge, in discussione, gli organi di informazione possono usare solo i bollettini ufficiali per parlare delle emergenze nazionali. Pene severe per i trasgressori. Più sanzioni e più controlli contro chi contesta il governo in pubblico.



    24/07/2012 CINA
    La battaglia per la democrazia in Cina sta cambiando passo
    Un gruppo di avvocati cinesi chiede al regime di fare chiarezza sulla morte di Li Wangyang e di far cessare le morti sospette in carcere; la dissidente cieca Li Guizhi viene aiutata a fuggire e nascosta dalla repressione del governo; sempre più attivisti vanno a Hong Kong per chiedere a Pechino democrazia e diritti umani. Il regime comunista reagisce sempre allo stesso modo: lager e arresti sommari. Ma mentre i Dialoghi con gli Stati Uniti sembrano a un punto morto, il movimento interno alla Cina sembra sempre più deciso.

    13/04/2006 Cina
    Google e Pechino collaborano ad un nuovo giro di vite sull'informazione libera

    Il Dipartimento propaganda del Partito Comunista proibisce l'uso di agenzie di stampa internazionali o i canali satellitari come fonte per le notizie estere. Google: "Non si può fare altro che rispettare le leggi, anche quelle sulla censura"



    21/04/2006 Cina
    Anche Skype si allinea alla censura del regime cinese

    Il direttore esecutivo della compagnia ha ammesso che il loro partner cinese "filtra e censura i messaggi che passano sul portale". Si allunga la lista delle compagnie che, per non perdere il mercato cinese, dimenticano la libertà di espressione, "filosofia base" di Internet.



    09/09/2011 CINA
    Pechino: condannata a 9 mesi una dissidente per “aver interrotto il traffico”
    Una Corte di Pechino ha deciso la punizione per la 56enne Wang Lihong, molto amata e conosciuta sulla Rete per la sua battaglia a favore dei diritti umani. Il presunto crimine sarebbe avvenuto nell’aprile del 2010.



    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: profughi cristiani di Mosul, fra l’emergenza aiuti e l’attesa del rientro

    P. Samir Youssef

    In una lettera p. Samir Youssef racconta la situazione dei rifugiati, da oltre due anni lontani dalle loro case. Si segue con attenzione l’offensiva, anche se case e chiese “sono in gran parte” bruciate o distrutte. Con l’arrivo dell’inverno servono cherosene, vestiti, cibo e denaro per pagare il trasporto degli studenti. Un appello per continuare a sostenere la campagna di AsiaNews.


    IRAQ
    “Adotta un cristiano di Mosul”: il dono di Natale per attraversare l’inverno

    Bernardo Cervellera

    Le nuove ondate di profughi, con l’avanzata dell’esercito verso la Piana di Ninive e Mosul rischiano di far dimenticare i rifugiati che da due anni hanno trovato ospitalità nel Kurdistan. C’è bisogno di cherosene, vestiti per l’inverno, aiuti per i bambini, soldi per gli affitti. La campagna lanciata da AsiaNews due anni fa è più urgente che mai. Rinunciare a un dono superfluo per offrire loro un dono essenziale per vivere.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®