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» 31/07/2012
CINA
Il Quotidiano del Popolo: “Il governo ascolti la popolazione”
L’organo del regime invita la leadership, soprattutto locale, a prestare attenzione all’impegno civico “sempre maggiore” dei cittadini. A Qidong, dopo Wukan e Shifang, la popolazione ottiene la cancellazione di un oleodotto inquinante. Ma il regime non si smentisce, continua ad arrestare i blogger e definisce (di nuovo) “suicidio” la strana morte di Li Wangyang.

Pechino (AsiaNews) - Il Quotidiano del Popolo, maggiore organo di informazione del Partito comunista, ha invitato le autorità ad "ascoltare le preoccupazioni del popolo riguardo l'inquinamento". Il quotidiano, che detta la linea ufficiale, fa riferimento all'ennesima protesta sociale con cui gli abitanti di Qidong - nella provincia orientale del Jiangsu - hanno costretto le autorità locali a cancellare il progetto di costruzione di un oleodotto. Tuttavia, per "bilanciare" questo invito, il governo reagisce alle proteste con il solito metodo: arresto di blogger e di manifestanti.

Secondo il Quotidiano "la consapevolezza popolare sulle questioni ambientali e sui propri diritti cresce in maniera rapida. La Cina deve impegnarsi per trovare un meccanismo decisionale aperto e trasparente e costruire un atteggiamento tollerante rispetto all'opinione pubblica". Essere un governo responsabile, continua l'editoriale, "significa essere indipendente rispetto ai singoli interessi economici e divenire il braccio dell'interesse pubblico e la bilancia degli interessi economici".

Il riferimento è ai numerosissimi casi in cui i funzionari comunisti locali rubano la terra agli abitanti per rivenderla a investitori singoli: non pagando le giuste prebende alla popolazione, questi dirigenti ottengono grossi guadagni. Ma negli ultimi anni, complice anche la paura dell'inquinamento selvaggio, la popolazione ha iniziato a ribellarsi e a scendere in strada per ottenere giustizia. Pechino sembra volerli ascoltare, ma come sottolinea il grande analista Willy Lam si tratta soltanto di una "carota" che tuttavia non elimina il "bastone" della repressione [v 31/07/2012 La "carota" di Pechino non nasconde il "bastone" del Partito].

Dopo i casi di Wukan e Shifang, che hanno ottenuto il proprio scopo, anche la popolazione di Qidong è riuscita a ottenere la cancellazione dell'oleodotto proposto dalle autorità locali. Ma questa parvenza di giustizia non cancella le enormi violazioni ai diritti umani compiute dal Partito. Un blogger che incitava i cittadini di Qidong a portare avanti la loro protesta è stato arrestato e multato.

Inoltre, le autorità della provincia dell'Hunan continuano a reiterare la propria linea sulla morte del dissidente Li Wangyang, veterano del movimento democratico di piazza Tiananmen, che dopo 21 anni di galera è morto mentre era sotto il controllo della polizia. Il suo corpo è stato cremato e nessuna indagine ufficiale è stata condotta sulla morte, che per le autorità è un "suicidio".

Dopo diverse proteste, sia a Hong Kong che nella Cina continentale, le autorità avevano cambiato idea e avevano definito la morte un "decesso accidentale". Ora il Segretario provinciale dell'Hunan torna di nuovo indietro, e ai giornalisti del Territorio dichiara: "Il fatto che Li si sia suicidato è chiarissimo e sostenuto da prove limpidissime".

 


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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