26/10/2012, 00.00
SRI LANKA
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Il World Food Prize 2012 va alla lotta dei pescatori dello Sri Lanka

di Melani Manel Perera
Il movimento National Fisheries Solidarity (Nafso) ha ricevuto il premio che riconosce l'impegno di personalità o associazioni per la sovranità alimentare. AsiaNews ha intervistato Herman Kumara, presidente Nafso e invitato permanente al World Forum for Fisher People (Wffp).

Colombo (AsiaNews) - Il movimento National Fisheries Solidarity (Nafso) ha ricevuto il World Food Prize 2012. L'onorificenza è di natura simbolica, ed è conferita a personalità o associazioni che si sono distinte per il loro impegno nell'ambito della sovranità alimentare. Al Nafso, il comitato ha riconosciuto l'impegno e la lotta fianco a fianco con i piccoli pescatori dello Sri Lanka; la capacità di portare all'attenzione di una platea internazionale questioni spesso taciute; il coraggio di esprimere voci di dissenso contro il governo. Qualche mese fa, il ministro srilankese della Pesca, Rajitha Senarathna, ha criticato il movimento per aver fomentato le proteste dei pescatori contro il caro-benzina, e di essere quindi responsabile della morte (per mano della polizia, ndr) di un uomo. La cerimonia di consegna è avvenuta il 10 ottobre scorso a New York. Per l'occasione, AsiaNews ha intervistato Herman Kumara, presidente del Nafso e invitato permanente al World Forum for Fisher People (Wffp).

Come presidente del Nafso, cosa ha provato alla notizia del premio?

Con grande umiltà, Nafso è molto orgoglioso e felice di questo premio. In un certo senso, esso è una risposta alle difficoltà che affrontiamo come movimento sociale nel Paese. Alcuni hanno cercato di distruggere il movimento eliminando i suoi leader, creando problemi agli attivisti e accusandoci di agire perché finanziati da Paesi stranieri. Dato da parte delle persone al di fuori del nostro Paese, il premio è un chiaro segno della stima verso il nostro lavoro con i produttori di piccola scala, in particolare i pescatori. Ci dà più coraggio, più forza, più spinta morale nel continuare a servire queste persone, seguendo le nostre convinzioni.

Ci spieghi qual è il lavoro del Nafso, che ha potato al conferimento del premio.

Anzitutto, abbiamo creato il movimento Praja Abhilasha, che si batte contro gli espropri forzati dei terreni, e l'Alliance of Protection of Negombo Lagoon (Apnl), che nel 2010 ha bloccato il progetto Sea Plane. Sempre a Negombo, abbiamo promosso e favorito la creazione di una leadership femminile, attraverso la creazione dello Sri Vimukthi Fisher Women Organization. Abbiamo portato la questione delle isole di Kalpitiya a livello nazionale, catturando l'attenzione nazionale e internazionale attraverso media, campagne di sensibilizzazione, missioni sul campo, tribunali permanenti e invitando personalità diplomatiche a vedere con i loro occhi le comunità locali. Anche il coinvolgimento di enti internazionali per migliorare il futuro dei piccoli pescatori e la loro industria rappresenta una caratteristica esclusiva del Nafso. Inoltre, il movimento si interessa anche di temi più scottanti, come quello degli Idp (Internally Displaced People, sfollati interni ndr), la perdita di terreni agricoli, le difficoltà di ristabilire un lavoro nel nordest dell'isola, l'area più colpita dalla guerra civile. Da un certo punto di vista, questo è il lavoro più rischioso, ma anche il più richiesto. Solo poche organizzazioni si addentrano nella questione degli Idp.

Perché il Nafso non ha partecipato alla cerimonia di premiazione?

Perché è stato negato il visto a chi sarebbe dovuto andare. Io non sono potuto andare, perché ero impegnato con la campagna per la sovranità alimentare qui in Sri Lanka. Un nostro amico di New York ha ritirato il premio per noi.

Che impressione ha sui programmi del governo e sui suoi sforzi per la sovranità alimentare?

Il governo usa sempre un approccio al ribasso in materia di sovranità alimentare. Distrugge l'abilità della gente per decidere cosa, come, quando e per chi devono produrre. Questa è sovranità alimentare. Oggi, il governo sta pianificando di distruggere i sistemi di produzione alimentare, accaparrandosi risorse come acqua, terra e semi, che costituiscono gli aspetti fondanti della sovranità alimentare. Imporre limiti inaccettabili per l'uso di fertilizzanti chimici, quattro volte superiori rispetto al necessario e con la conseguenza di avvelenare il terreno; privatizzare le risorse acquifere; affittare mare, lagune e altri corsi d'acqua. Tutto questo significa privare la gente di importanti risorse. Tutto questo è dannoso per la sovranità alimentare.

Ha un appello da fare alle persone?

Vogliamo esortarle a capire cosa sta accadendo oggi. Comprendere la distruzione delle risorse naturali in nome dello sviluppo. La perdita di terreni da parte dei produttori alimentari; i poveri e gli emarginati; il problema degli sfollati e la loro capacità di produrre cibo; le forze di mercato che distruggono i piccoli produttori attraverso l'immissione di prodotti a basso costo nei mercati locali.

Foto: Stuart Ramson


Forum di Nyéléni (Sélingué, Mali) sulla Sovranità alimentare, 2007: "La sovranità alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti nutritivi e culturalmente adeguati, accessibili, prodotti in forma sostenibile ed ecologica, ed anche il diritto di poter decidere il proprio sistema alimentare e produttivo. Questo pone coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti nel cuore dei sistemi e delle politiche alimentari e al si sopra delle esigenze dei mercati e delle imprese".

 

 

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