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  • » 21/08/2017, 10.25

    FILIPPINE

    Il card. Tagle contro la guerra alle droghe di Duterte: ‘Stop allo spreco di vite umane’

    Santosh Digal

    In meno di quattro giorni, la polizia ha ucciso 32 presunti spacciatori a Bulacan e altri 49 a Manila. Il card. Luis Antonio Cardinal Tagle, arcivescovo di Manila, invita il governo al dialogo: “Il problema della droga non deve esser ridotto ad un problema politico o penale. Esso è una questione umanitaria che colpisce tutti noi”. “Ricordate le parole che Dio disse a Caino, il quale aveva ucciso suo fratello Abele: ‘La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!’ (Genesi 4:10)”.

    Manila (AsiaNews) – Il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, invita i cattolici della sua diocesi a riflettere, pregare ed agire sull’intensificarsi della guerra contro le droghe illegali condotta dal governo filippino.

    In una lettera pastorale, letta ieri durante tutte le messe, egli dichiara: “Tra il 12 e il 17 agosto ho partecipato all’incontro della  Caritas America latina tenuto in El Salvador, un Paese in cui molte persone hanno perso la vita in una guerra civile. Ancora oggi esso combatte contro i gruppi armati. In El Salvador ho sentito notizia dell'incremento degli omicidi nel nostro Paese, a causa di una guerra intensa contro le droghe illegali. Vi invito a riflettere, pregare ed agire”.

    Le scorse settimane sono divenute una pietra miliare nella lotta alle droghe guidata dal presidente Rodrigo Duterte. In meno di quattro giorni, a partire dal 15 agosto, le squadre anti-droga della polizia hanno ucciso 32 presunti spacciatori di droga a Bulacan e altri 49 nell’area metropolitana di Manila, per un totale di 81 uccisioni.

    Il card. Tagle, presidente della Caritas Internationalis, afferma: “La minaccia delle droghe illegali è reale e distruttiva. Dobbiamo affrontarla ed agire insieme, come un popolo. Purtroppo, essa ci ha divisi. Data la complessità delle problematiche, nessun singolo individuo, gruppo o istituzione può affermare di avere l'unica risposta giusta. Abbiamo bisogno gli uni dell’altro. Non possiamo ignorarci. Invitiamo le famiglie, le agenzie governative nazionali, le amministrazioni locali, le organizzazioni popolari, le scuole, le comunità di fede, la professione medica, la polizia e le forze armate, che si occupano dei tossicodipendenti a riunirsi, ascoltarsi e tracciare un percorso comune. Il problema della droga non deve esser ridotto ad un problema politico o penale. Esso è una questione umanitaria che colpisce tutti noi. L'arcidiocesi di Manila sarebbe disposta ad ospitare un tale dialogo multisettoriale”.

    “Per capire meglio la situazione, non bisogna basarsi solo sulle statistiche ma anche sulle storie umane. Le famiglie con membri che sono stati distrutti dalla dipendenza devono raccontare le loro storie. Le famiglie con i membri che sono stati uccisi nella guerra alla droga, in particolare quelli innocenti, devono essere autorizzate a raccontare le loro storie. I tossicodipendenti che sono guariti devono raccontare le loro storie di speranza. Lasciate che le loro storie siano state raccontate, lasciate rivelare i loro volti umani”, ribadisce il porporato.

    “Bussiamo alle coscienze di coloro che producono e vendono droghe illegali per fermare questa attività. – l’appello del card. Tagle – Bussiamo alle coscienze di coloro che uccidono perfino gli impotenti, in particolare di quelli che nascondono il loro volto, per interrompere questo spreco di vite umane. Ricordate le parole che Dio disse a Caino, il quale aveva ucciso suo fratello Abele: ‘La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!’ (Genesi 4:10). Voi che avete il cuore afflitto e la coscienza destata, venite ai vostri pastori per raccontare le vostre storie. Le documenteremo per tutta la società. Invito tutte le parrocchie dell'arcidiocesi di Manila a celebrare i nove giorni dal 21 agosto (il memoriale di San Pio X papa) al 29 agosto (la decapitazione di San Giovanni Battista) come tempo per offrire preghiere durante tutte le messe per il riposo di coloro che sono morti in questa guerra; per la forza delle loro famiglie; per la perseveranza di coloro che guariscono dalla dipendenza; per la conversione degli assassini”.

    L’arcivescovo di Manila invita tutti a conquistare il male con il bene (Romani 12:21) e salvare la vita delle persone più vulnerabili alla tossicodipendenza: i giovani, i poveri ed i disoccupati. Le parole di solidarietà senza lacrime e atti di compassione sono poco costose. Egli esorta tutti i sacerdoti e cattolici a rinnovare l’impegno per il programma parrocchiale di riabilitazione dalla droga dell'arcidiocesi di Manila, chiamato “Sanlakbay” ed in collaborazione con il governo locale e la polizia. Sanlakbay è un programma di riabilitazione basato sulla comunità parrocchiale che incoraggia i tossicodipendenti ad arrendersi, affrontare la riabilitazione e darsi un'altra possibilità per iniziare una nuova vita.

    Dopo aver vinto la presidenza nel luglio dello scorso anno, il presidente Duterte ha lanciato una guerra ai narcotici illegali senza precedenti, con la promessa di uccidere decine di migliaia di criminali. La Chiesa cattolica è tra le poche voci che denunciano le morti, a dispetto dei sondaggi che rivelano la diffusa popolarità del presidente filippino. In risposta alle critiche sulle uccisioni extragiudiziali, Duterte ha più volte lanciato duri attacchi a vescovi e sacerdoti.

    Durante i 14 mesi dell’amministrazione, circa 8mila sospettati consumatori o spacciatori di droga hanno perso la vita durante le operazioni delle forze di sicurezza. La polizia ha confermato l'uccisione di oltre 3.500 persone,  insistendo sul fatto di aver agito in autodifesa. Più di 2mila altre persone sono state uccise in crimini di droga e migliaia ancora assassinati in circostanze inspiegabili, secondo i dati della polizia. Questa settimana, i numeri hanno visto un aumento improvviso. Duterte ha elogiato gli ufficiali che hanno causato 32 vittime a Bulacan e li ha esortati ad ucciderne di più. Dopo le dichiarazioni del presidente, almeno 44 persone sono state uccise in varie città. Tra essi vi è anche un ragazzo di 17 anni, la cui morte lo scorso 17 agosto, ha scatenato rabbia e sdegno in tutta la nazione.

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