05/06/2017, 13.15
THAILANDIA
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Il governo thai annuncia iniziative – non realistiche – contro la tratta di esseri umani

Bangkok il centro del traffico di lavoratori e prostitute. Una fonte di AsiaNews: “È una fabbrica di soldi che nessuno ha interesse a chiudere”. La problematica al centro dell’Agenda nazionale del 2017. Il gen. Prayuth Chan-o-cha, primo ministro: “Tolleranza zero”. Il capo dell’esecutivo annuncia la ‘Strategia delle 5 P’.

Bangkok (AsiaNews) – Il 5 giugno in Thailandia ricorre la Giornata contro il traffico di essere umani. Il gen. Prayuth Chan-o-cha, primo ministro del governo thai, ha presieduto oggi la cerimonia che apre le celebrazioni presso il Santi Maitee Building, nella sede del governo. Gli studenti delle scuole sono stati invitati a partecipare al concorso di pittura dal tema “la Thailandia è al sicuro dal traffico di esseri umani”, il cui primo premio è stato consegnato al vincitore dal primo ministro in persona.

Maitee Intusut, vice ministro per lo Sviluppo sociale e la sicurezza umana, ha dichiarato: “In seguito alla relazione sul piano contro il traffico di esseri umani rilasciato dal Ministero nel primo trimestre di quest’anno, il primo ministro gen. Prayuth Chan-o-cha, sottolineando la gravità del problema, lo ha annunciato al centro dell’Agenda nazionale del 2017. Il tema di quest’anno è: “Lo Stato civile sia unito nella lotta al pericolo del traffico degli esseri umani”.

Il gen. Chan-o-cha ha dichiarato: “Come riportato nella relazione del 2016, la tratta di persone è una problematica molto complicata e complessa, poiché essa viola i diritti umani in maniera seria. Il governo thai continua a combattere questa piaga in modo continuo, adottando misure di protezione e prevenzione in settori correlati. Ogni settore è invitato a portare avanti il mandato del governo nella lotta contro il traffico di esseri umani con la politica di tolleranza zero, al fine di perseguire e punire i trasgressori con il massimo possibile. Il piano contro la tratta di persone è la ‘Strategia delle cinque P’, che include: la Politica, il Procedimento penale, la Protezione, la Prevenzione e il Partenariato. Per citare alcuni esempi della strategia, oltre al fatto che il problema è stato inserito nell’agenda nazionale, quest'anno i fondi stanziati sono aumentati del 23,88%. L’efficienza dell’azione legale nella lotta alla tratta è passata dal 5% del 2015 al 19,92% del 2016. Quanto alla protezione, alle 196 vittime è stata data la possibilità di un impiego, mentre ai testimoni dei processi è consentito di rimanere in Thailandia fino a due anni, invece di uno solo. Inoltre, alle vittime vengono forniti 138 interpreti qualificati e altri 89 interpreti volontari per alleviare sofferenze o preoccupazioni”.

“Invito le autorità interessate – ha continuato il primo ministro – a sottolineare i risultati degli obiettivi, integrando il lavoro al fine di sviluppare una maggiore comprensione del problema sia al livello nazionale che internazionale; a creare una visione della società thailandese in cui si realizzi che la tratta di esseri umani è un pericolo vicino e illegale. Tutti noi dovremmo rispettare i diritti dei nostri concittadini”. Il gen. Chan-o-cha ha infine suggerito l'idea di apportare le necessarie modifiche allo statuto di qualsiasi organizzazione ostacoli il sistema di lavoro nel suo complesso.

Commentando le parole del gen. Chan-o-cha, una fonte di AsiaNews afferma: “Nella politica thai si discute molto del traffico di esseri umani. Tuttavia, la situazione non è affatto migliorata. Bangkok rimane il centro della tratta di persone. Ancora oggi migliaia di lavoratori non regolari vengono ‘esportati’ per essere impiegati all’estero da compagnie che, una volta giunti sul posto, li privano dei loro passaporti e li costringono al lavoro, talvolta non retribuito. Non potendo contare su una paga regolare, essi rimangono ostaggi di queste compagnie e non possono far ritorno alle loro famiglie. Per quanto riguarda la prostituzione, essa rappresenta un vero e proprio business, condotto da persone potenti che ne traggono immensi benefici economici. Vi sono coinvolti anche esponenti corrotti delle forze dell’ordine. Esiste qualche programma per il recupero delle ragazze vittime della prostituzione, ma in realtà questa è come una fabbrica di soldi che nessuno ha interesse a chiudere”.

 

(Ha collaborato W. Kowitwanij)

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