15/10/2007, 00.00
PAKISTAN
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Il rientro di Benazir Bhutto, un dilemma per il futuro

di Qaiser Felix
A pochi giorni dal ritorno a casa dell’ex premier, la stampa enumera i vari modi in cui potrebbe essere uccisa dagli estremisti islamici che, dice lei stessa, hanno paura del suo rientro nella vita politica del Paese.
Islamabad (AsiaNews) – Il ritorno in patria di Benazir Bhutto, costellato di polemiche e di accuse fra l’esecutivo e l’ex primo ministro, pone diversi interrogativi sul futuro del Paese e sulla stabilità economica e sociale del Pakistan.
 
La Bhutto, infatti, ha rifiutato il secondo invito a ritardare il suo rientro, previsto per il prossimo 18 ottobre, presentatole dal presidente Musharraf. Da Dubai, dove ha spostato la sede del suo esilio, l’ex premier ha infatti sottolineato che “non è il presidente ad avere problemi, ma la Lega musulmana, che ha paura di me”. Per questo, si teme che una volta rientrata sulla scena politica possa infrangere il già debole tessuto di cooperazione politica creato dall’ufficio presidenziale negli scorsi anni. Questa intesa, accettata di malavoglia dai partiti islamici, potrebbe non reggere l’impatto riformista di quello che molti indicano come il nuovo primo ministro pakistano, la stessa Benazir Bhutto.
 
Forse in quest’ottica, la stampa ha deciso di sposare le preoccupazioni di Islamabad: secondo i media, alcuni fra le possibili minacce alla vita della Bhutto sono “un attacco suicida al suo convoglio, il lancio di un razzo, una bomba posizionata all’aeroporto o sull’autostrada che la riporta a casa”.
 
Il governo ha stanziato 3.500 soldati, per garantire quanto meno il sicuro rientro della leader del Partito popolare. Una volta superata questa prima fase, però, il futuro del Pakistan ritorna ad essere imprevedibile.
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