30/01/2019, 11.00
PAKISTAN
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Imam pakistani: Dopo l’assoluzione di Asia Bibi, chiediamo la pace

di Kamran Chaudhry

La madre cristiana ha trascorso nove anni in carcere, di cui otto con una condanna a morte per blasfemia. I giudici della Corte suprema hanno respinto la richiesta di revisione del verdetto che la giudicava innocente. Cattolico pakistano: “Chiediamo che i falsi testimoni vengano puniti”.

Lahore (AsiaNews) – Dopo la conferma dell’assoluzione di Asia Bibi, ora il Pakistan ha bisogno di pace. È quanto chiedono diversi predicatori islamici pakistani. Secondo loro, il fatto che ieri la Corte suprema abbia respinto la richiesta di revisione della sentenza, presentata dai radicali islamici, è “una vittoria della legge”. Hafiz Muhammad Nauman, direttore esecutivo del the World Council of Religions-Pakistan, afferma ad AsiaNews: “Il verdetto è stato emesso secondo le nostre leggi e la Costituzione. L’islam ci insegna ad accettarlo. Nessuno ha il diritto di ribellarsi alle fatwa [editti islamici, ndr] o di contraddire le autorità. La famiglia ora ha una nuova chance di vita. Diffondere l’anarchia non è la soluzione”. Poi aggiunge: “I nostri giudici hanno seguito la loro coscienza, invece dei guadagni personali. Preghiamo per il successo dell’attuale governo che tenta d’imporre lo stato di diritto”.

Il riferimento del leader islamico è alla corte di tre giudici che ieri hanno riaffermato l’innocenza di Asia, arrestata nel 2009 per blasfemia e condannata a morte nel 2010. La madre cristiana ha trascorso otto anni nel braccio della morte nel carcere di Multan ed era stata prosciolta il 31 ottobre scorso. Non poteva lasciare il Pakistan a causa di un accordo tra governo e radicali, che volevano la revisione della sentenza e minacciavano di perpetrare orrori in tutto il Paese.

Wilson Chowdhry, presidente della British Pakistani Christian Association (Bpca), spera che ora Asia possa raggiungere il resto della famiglia che ha trovato rifugio in Canada. Secondo il cristiano, la donna si starebbe preparando al trasferimento “in una località remota” del nord America. Egli ritiene che “i problemi di sicurezza sono ancora enormi. Persino in Canada la vita di Asia è in pericolo”. Ad ogni modo, continua, “i diplomatici canadesi stanno facendo di tutto affinchè Asia Bibi inizi una nuova vita in un nuovo Paese”.

Accanto alla gioia dei cristiani e di molti musulmani, non mancano le voci critiche: come quella del mufti Mubashir Raza Qadri del gruppo Khatm-e-Nabuwat, che esprime rammarico nei confronti del governo. “Il mondo intero – dice – sa che lei è una maloona (maledetta) e una blasfema”. Poi ricorda le proteste scatenate dai fondamentalisti nelle principali città del Paese sono l’assoluzione. Per quelle proteste è stato arrestato Khadim Hussain Rizvi, leader sunnita del partito Tehreek-e-Labaik Pakistan. Dopo aver minacciato di morte i giudici della Corte suprema, egli è ancora dietro le sbarre insieme a cinque suoi sostenitori.

A novembre, durante le manifestazioni, il cattolico Ashir Nazir, segretario esecutivo della United Religions Initiative Pakistan, era rimasto bloccato nel traffico di Lahore. “Tutto sommato, i manifestanti erano pochi e pacifici – ricorda –. A poco a poco il pubblico sta iniziando a rifiutare la narrativa degli estremisti. Il mondo intero apprezza la decisione dei giudici. Sia il governo che il potere giudiziario hanno dimostrato un eccezionale coraggio”. In conclusione afferma: “Chiediamo che i falsi testimoni, responsabili di aver fatto soffrire Asia e la sua famiglia, vengano puniti”.

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