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  • » 08/09/2008, 00.00

    VIETNAM

    In Vietnam ci sono sei nuovi sacerdoti “Dong Ngoi Loi”, cioè i Verbiti

    JB. VU

    Al momento dell’ordinazione è stato detto loro che “Siete sacerdoti che non debbono svolgere solo attività pastorale, ma anche lavorare con la gente e cambiare in meglio la società”.
    Nha Trang (Asianews) – I cattolici vietnamiti li chiamano abitualmente “Dong Ngoi Loi” o “Dong SVD”: sono i Missionari dl Verbo divino, conosciuti anche come SVD, che sono membri della Società del divin Verbo (in latino Societas Verbi Divini), un ordine internazionale di religiosi: sacerdoti e seminaristi nel 2006 erano 6.012, presenti in 67 Paesi. I religiosi vivono normalmente in comunità multiculturali, che rispecchiano la loro ricca diversità etnica.
     
    In Vietnam, il fondatore della Società del Verbo divino è stato il vescovo Jean Simon dei Missionari di Parigi, che nel 1926 stabilì l’ordine a Nhôn City, al centro del Vietnam e quindi nella diocesi di Nha Trang, nel 1954.
     
    Oggi i Verbiti del Vietnam hanno sei sacerdoti in più. Li ha ordinate mons. Joseph Vo Duc Minh, vescovo ausiliare di Nha Trang, centro principale del loro ordine. Negli ultimi tempi, l’Istituto di teologia degli SVB ha 44 studenti. La messa per l’ordinazione dei nuovi sacerdoti ha visto la presenza di almeno 60 sacerdoti e di più di mille fedeli.
     
    “Siete sacerdoti che non debbono svolgere solo attività pastorale, ma anche lavorare con la gente e cambiare in meglio la società. Le vostre mani compiranno lavori umani, ma non dovrete preoccuparvi della vostra posizione e dei bei terreni”, ha detto un religioso all’inizio del rito.
     
    Uno dei nuovi ordinati, padre Anton Vo Cong Anh, dopo la messa ha voluto “ringraziare i miei genitori, che sono morti, ringraziare il padre provinciale, i miei amici, parenti, fratelli e sorelle che si sono presi cura di me durante il periodo nel quale ho studiato ed ho prestato servizio nella parrocchia di San Giuseppe. Prima di entrare nell’ordine – racconta – adoravo gli antenati, ero un non cattolico, ma ora sono un prete cattolico. Ora sono felice, mi sento ancora responsabile nei confronti dei miei parenti e i miei nipoti. Sono buddisti, adorano gli antenati. Non hanno la possibilità di conoscere la Bibbia e il catechismo cattolico per sentire la Buona Novella dell’amore di Gesù”.
     
    “Oggi – ha detto ai nuovi sacerdoti il vescovo, prima di rivolgere loro l’augurio di pace – voi siete preti, è il vostro impegno. Voi potete andare da chiunque e sorridere con loro. E’ una cosa molto buona e le cose buone cominciano da qui”.
     
    Divenuti provincia il 31 marzo di quest’anno, i 155 sacerdoti verbiti sono presenti in nove diocesi. Insieme ad altri ordini internazionali si occupano della formazione di sacerdoti, suore, fratelli, sorelle e laici che vogliono contribuire alla comune missione in un Paese socialista. Così, operano in diversi gruppi etnici per portare ad ognuno la Parola di Dio. “Noi – racconta ad AsiaNews padre Hieu – lavoriamo con i disabili, i lebbrosi, le persone colpite dal’Aids, i bambini di strada, gli anziani, i giovani che vivono in situazioni particolarmente difficili. Abbiamo anche creato centri vocazionali per i giovani nelle zone remote e in quelle di montagna. Alcuni sacerdoti lavorano con i gruppi etnici K’Hor e Raglay, nel centro e nel nord del Paese.
     
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